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Le dichiarazioni di Spinazzola, Cristante, Mancini e Mourinho

Nella mixed zone post allenamento, ai microfoni di Sky Sport, Spinazzola, Mancini, Cristante e Mourinho hanno rilasciato dichiarazioni in vista di Torino e Feyenoord

Giornata ricca di dichiarazioni da parte dell’ambiente giallorosso in vista di Torino e Feyenoord in mixed zone in occasione del Media Day.

Ai microfoni di Sky Sport hanno parlato Spinazzola, Mancini, Cristante e Mourinho.

Le parole di Spinazzola

Come arrivate alla finale?
“Ci arriviamo bene, ci dobbiamo arrivare bene per chiudere in bellezza questo campionato, Torino è fondamentale. Poi avremo 5 giorni per preparare la finale”.

Tu come ci arrivi? 
“Ci arrivo bene, motivato, felice di essere qui e di poter giocare queste ultime due partite”.

Pensavi a Tirana in questo periodo complicato? Ti ha dato forza? 
“Sinceramente no, pensavo a rientrare in gruppo. Pian piano che miglioravo il pensiero di Tirana mi è entrato in testa”.

domanda di Vocegiallorossa.it – Quali sono stati i momenti più difficili in questi mesi? 
“Quando non vedevo progressi nel mio lavoro, battevo la testa sul muro, ma il muro rimaneva integro”.

Con l’abbraccio dell’Olimpico cosa hai trovato? 
“La gente romanista è stata sempre generosa con me e all’Olimpico è stata un’emozione bella”

Tu e Zalewski insieme? 
“Nico sta facendo bene e deve continuare, poi ci deve pensare il mister”

Come sta approcciando il mister alla finale? 
“ancora non c’è stato l’approccio alla finale, abbiamo una finale che è venerdì e il mister ci fa concentrare solo su quella”.

Quanti minuti hai nelle gambe? 
“Non lo so, dipende dalla partita. Se attacchiamo e basta è più facile, se è aperta è normale che abbia più difficoltà fisica. Sono felice, vediamo quanti minuti avrò in queste due partite”.

La Roma poteva far di più? 
“Siamo una grande squadra, poi è normale che quando giochi il giovedì, la domenica, coi viaggi, qualcosa perdi sempre. Siamo stati l’unica squadra che ha fatto questo percorso, tra il freddo e i campi in sintetico”

Vi sentite favoriti col Feyenoord? 
“Non voglio pensarci. Dobbiamo pensare solo al Torino”.

La finale più importante per te, dopo quella mancata agli Europei?
“Diciamo di si”.

Italia-Argentina è un obiettivo per te? 
“Vediamo adesso sto cercando di mettere più minuti possibili nelle gambe. Mancini mi ha detto che era contento fossi tornato”.

Le parole di Mancini

Come arrivate a queste due partite decisive?
“Per ora più decisiva è quella di venerdì dobbiamo pensare a questa per finire il campionato al massimo e arrivare quinti o sesti e finire il campionato bene, non c’è storia. Poi prepareremo la partita di mercoledì”.

C’è un tema stanchezza, come ti senti?
“Menomale per le squalifiche (ride, ndr). La stanchezza non deve essere un alibi, non deve entrare nel nostro spogliatoio. Abbiamo avuto una partita a settimana, ora c’è il Torino, ci siamo riposati. Due partite e andiamo in vacanza”.

È entrato il concetto di poter riscrivere la storia di questo club?
“È entrato dopo la semifinale col Leicester, da lì abbiamo pensato a preparare la partita di campionato e fino a quel punto non ne abbiamo parlato. Se in campionato siamo in questa posizione è colpa nostra, potevamo fare più punti nelle utile partite, ci siamo complicati le cose da soli. Testa al campionato”.

Mourinho vi carica in qualche modo?
“Come sempre, se giochiamo contro il Real Madrid o contro l’ultima dell’ultima categoria ci carica allo stesso modo, con la stessa voglia di far bene per prepararci mentalmente a mercoledì”.

A livello di consapevolezza cosa è cambiato?
“Facciamo una finale europea, non tutti la fanno. È vero, non è la Champions, ma la Conference è uguale all’Europa League, le finali sono identiche con squadre forti. Sono tutte esperienze che ognuno di noi metterà nel suo bagaglio per avere una consapevolezza diversa”.

Vi aspettate dei cambiamenti sugli arbitri?
“È un discorso ampio e difficile, mi sono già espresso dopo Roma-Milan, non voglio più farlo. Voglio solo dire che tanti torti li hanno avuti tutte le squadre, errori che gli arbitri hanno fatto e anche il VAR. Sbagliamo noi, sbagliano anche loro, è chiaro che devono rispiegarci o modulare il protocollo per essere più chiari gli occhi nostri e dei tifosi che guardano le partite. C’è molta confusione”.

State studiando il Feyenoord?
“C’è venerdì, poi abbiamo cinque giorni per preparare quella partita. C’è tutto il tempo”.

Le parole di Cristante

Due finali in un anno per te, ci sono analogie?
“La finale è sempre una finale, la seconda devo ancora giocarla, spero di avere un esito positivo. L’emozione è tanta, sono partite che aspetti tutta una carriera”.

Come ci arrivate?
“Siamo carichi. Arrivi alla fine, dopo tante partite, inizia il caldo, la stanchezza ci sta. Ma in una finale questo passa in secondo piano, abbiamo motivazioni, in una partita del genere la stanchezza non si fa sentire”.

Si gioca per una vittoria: quanto fa crescere?
“È importante, vincere aiuta a creare una mentalità vincente. Ci vai spesso vicino, quando ci arrivi devi andare lì con quello che hai, per creare un ciclo”.

Le parole di Mourinho

Conosce bene l’atmosfera delle finali, questa che significato avrà?
“Per me è sempre lo stesso, non cambia. Anche se storia e prestigio delle competizioni è diverso, questa per me è la più importante. Le altre le ho già giocate, questa va ancora giocata e voglio vincerla”

Il suo primo anno alla Roma e il suo percorso?
“Penso al percorso fatto in Europa, arriveremo a 15 partite. Abbiamo iniziato ad agosto, abbiamo viaggiato tanto, giocando partite difficili specie in trasferta. Poi l’emozione della fase a eliminazione diretta, poi ci sono state conseguenze in Serie A. Giocare in Europa e giocare poi in campionato quasi sempre contro squadre che si preparavamo in una settimana significa pagare in punti. Guardando la classifica rivedo subito le partite di giovedì e gli errori arbitrali. Questa competizione è stata dura, se hai una compensazione vincendo un trofeo e facendo la storia bene. Ma bisogna vincerla”.

Da Trebisonda a Tirana. Se torna alla prima partita ufficiale, si aspettava così questo lungo viaggio?
“Come ho già detto, in quel momento il Trabzonspor era un avversario difficile e dopo dovevamo aspettarci le squadre che arrivavano dall’Europa League. La semifinale è un esempio, affrontare il Leicester è stata dura. Ma abbiamo sempre pensato che la partita successiva fosse la più importante, abbiamo giocato con serietà e ambizione. Poi ci sono state le conseguenze negative e bisogna fare di tutto per avere questa compensazione e vincere la coppa”.

Il Feyenoord si prepara con una settimana più.
“Non è un piccolo vantaggio, ma un grande vantaggio. Noi dobbiamo affrontare il Torino ed è una partita importante, difficile far riposare tutti. Loro avranno una settimana in più con il ritiro in Portogallo, ma arriva una finale e bisogna dimenticare i piccoli problemi. È una partita unica e dobbiamo dimenticarci di questo vantaggio. Se mi rifà la domanda prima del 25, risponderò che il Feyenoord non ha alcun vantaggio”.

 

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