La questione arbitrale scaturita dalla partita tra Atalanta e Napoli del 22 febbraio ha preso una piega formale. L’avvocato Erich Grimaldi, legale del foro di Napoli, ha depositato un esposto alla Procura Federale della FIGC, accompagnato da un dossier dettagliato che chiede verifiche sul funzionamento del VAR e sulle designazioni arbitrali nell’attuale stagione di Serie A.
L’atto non mira alla ripetizione della gara, alla modifica del risultato o alla rettifica della classifica. Secondo i promotori, l’obiettivo è far emergere eventuali irregolarità procedurali nelle decisioni tecniche che hanno inciso sull’esito della partita e su altre della stagione.
Le richieste dell’esposto
Nel testo presentato dal legale si contesta l’applicazione del protocollo VAR, sostenendo che la soglia di intervento non sia stata omogenea e che ci siano state incoerenze tra le chiamate dal campo e quelle effettuate dalla sala VAR. Si chiede alla Procura di acquisire e analizzare documenti e comunicazioni tra arbitri, registro dei controlli VAR, registrazioni audio delle interazioni con la sala VAR e log delle immagini visionate, per verificare coerenza e trasparenza delle procedure seguite.
Secondo Grimaldi, non si tratta di una denuncia per alterazione di risultati, ma di un appello alla trasparenza e alla certezza del metodo che guida le scelte arbitrali.
Il dibattito sugli episodi di Bergamo
L’esposto nasce nel contesto delle forti critiche per le decisioni di campo e videoarbitraggio in Atalanta-Napoli (2-1), specialmente su due momenti clou: il rigore assegnato e poi annullato dopo intervento VAR su Hojlund e il gol annullato a Gutierrez. Alcune analisi sportive hanno definito errori di campo e VAR le scelte contestate, mettendo in dubbio la gestione delle immagini e la decisione di non procedere a un controllo completo in sala VAR.
Queste considerazioni hanno amplificato la richiesta di chiarimenti. Editoriali sportivi hanno criticato l’attuale gestione arbitrale invitando a confronti più rapidi tra club e organi tecnici.
Le parole del legale
Nel corso di un intervento radiofonico, Erich Grimaldi ha spiegato l’intento dell’esposto con chiarezza:
“Non stiamo chiedendo di cambiare un risultato o di ripetere la partita. Richiediamo una verifica concreta sul modo in cui il VAR e il protocollo sono stati applicati. È un problema di procedure, non di singole interpretazioni tecniche. Un sistema serio deve essere ricostruibile e trasparente.”
Grimaldi ha anche sottolineato che l’esposto include richieste precise di acquisizione delle sequenze audio e video utilizzate, con particolare riguardo alle comunicazioni tra arbitri e sala VAR.
Reazioni e prospettive
La presentazione dell’esposto ha riacceso il dibattito pubblico sul ruolo del VAR nella Serie A, un tema già al centro di discussioni dopo altri episodi controversi nel campionato. Alcuni addetti ai lavori invocano maggiore uniformità nel protocollo, magari con meccanismi come il VAR a chiamata, per ridurre discrezionalità e incertezze.
La Procura Federale ora ha in mano l’atto e dovrà valutare se aprire un procedimento formale di verifica. L’esito potrebbe influenzare futuri sviluppi nel sistema arbitrale italiano, ma serviranno tempi tecnici per un’eventuale istruttoria.






