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Tutti i convocati e le conferenze del 34º turno 2023/24

Potrete trovare tutti i convocati e le conferenze del 34º turno di campionato per fare al meglio le vostre valutazioni sull’undici da schierare al fanta.

Di seguito tutti i convocati e le conferenze del 34º turno di campionato 2023/24.

ATALANTA

In attesa di news ufficiali su conferenza e convocati.

BOLOGNA

Thiago Motta in conferenza prima della sfida a Cannavaro:

Questa mattina su un importante giornale nazionale è stato dato tanto spazio al Bologna di Motta. Che cosa significa per voi?
“Ringrazio tutti delle belle parole perché gli elogi fanno sempre piacere ma noi pensiamo solamente alla prossima partita per poter regalare un’altra bella gioia alla nostra gente, che ancora una volta riempirà lo stadio”.

Quando la gente la ferma per strada che cosa le dice?
“Mi fanno i complimenti… fa piacere e dobbiamo continuare con questo impegno fino alla fine. Dobbiamo regalare al nostro pubblico sempre questa gioia”.

Il tempo per preparare la partita contro l’Udinese è stato breve ma Cannavaro ne ha avuto ancora meno. Vi siete riguardati la partita di Roma?
“Riguardo sempre le nostre partite per far vedere ai ragazzi dove dobbiamo insistere e cosa possiamo migliorare. A Roma abbiamo fatto una bella partita ma ci sono dei momenti, soprattutto nella metà campo avversaria, in cui possiamo ancora alzare il livello”.

Dalla partita di Udine ad oggi che cosa avete imparato?
“In quell’occasione l’Udinese ha fatto una grande prestazione che ci ha messo in difficoltà soprattutto dopo il secondo gol. Questa volta dobbiamo cercare di portare la partita dove conviene a noi e non dove conviene a loro, cosa che non ci è riuscita all’andata. Sappiamo quello che affronteremo domenica e siamo pronti nonostante davanti avremo una squadra che proverà a metterci in difficoltà”.

Da allora siete diventati più ambiziosi e pazienti, più maturi?
“Abbiamo sempre giocato con ambizione e responsabilità, ma dobbiamo considerare che in campo ci sono gli avversari. Anche a Frosinone abbiamo fatto una bella prestazione per portare la partita dalla nostra parte, così come il Monza e a Roma. La differenza è che la Roma è una squadra che vuole giocare e in questo modo la partita è più aperta. Sicuramente quella contro l’Udinese sarà una partita diversa, in cui noi dovremo essere bravi ad approfittare dei loro punti deboli. Spero che riusciremo a offrire ai nostri tifosi il miglior calcio possibile. I ragazzi in campo devono capire i momenti e questo in campo funziona quanto tutti e 11 ragionano allo stesso modo: il calcio è uno sport collettivo e noi ora stiamo riuscendo a farlo bene”.

Quando a Roma la squadra ha tenuto la palla per quasi due minuti, è questa la giocata tipo?
“Si, voglio anche questo ma voglio anche la capacità di ribaltare il gioco velocemente, di attaccare l’avversario con pochi passaggi quando ci lasciano gli spazi. Non è però sempre possibile e dobbiamo essere in grado di capire le situazioni”.

Con l’Udinese il piano partita sarà diverso?
“Penso di si, ma se vengono qua per giocare dobbiamo essere pronti anche a quello. Credo però che tenteranno spesso di chiudersi e noi dovremo essere in grado di affrontare questo aspetto in modo collettivo”.

Quanto le è piaciuto in questo processo di crescita il fatto che la squadra non abbia quasi mai ‘sbandato’ in questo campionato?
“Questa è una forza dei ragazzi in campo, come o è stata dopo aver subito il gol della Roma all’Olimpico. Abbiamo avuto un momento della partita in cui abbiamo difeso bene ma abbiamo regalato palla all’avversario e la Roma provava ad affondare il colpo. Siamo però stati bravi a riequilibrare la partita e sfruttare l’occasione per il 3-1”.

Spesso ha dichiarato di preferire una rosa corta, ma è ancora di questo avviso?
“La mia idea è quella di preferire la qualità e non la quantità. preferisco una rosa corta con giocatori di qualità che possono coprire più ruoli. El Azzouzi è un giocatore che oggi può giocare in più parti del campo e questo mi piace. Oggi ci sono giocatori che stanno partecipando poco perché la rosa è ampia e questo non mi piace”.

Dopo la partita ha detto di essere stanco…
“Si, non scherzavo. Dopo la partita di Roma ero molto stanco così come i ragazzi. Ma siamo giovani e recuperiamo velocemente”.

El Azzouzi ha cambiato tante posizioni nell’azione dei 35 passaggi a Roma nonostante non giocasse da diverso tempo. Quanto la rende orgolioso?
“Sono orgoglioso del fato che i ragazzi da subito hanno creduto in quello che volevamo proporgli. Con l’arrivo dei risultati ovviamente è stato ancora più semplice ma anche quando i risultati non sono arrivati loro erano convinti di quello che facevamo… Penso alla partita col Cagliari in cui abbiamo avuto la pazienza di continuare a fare quello che aveva preparato, nonostante la partita fino a quel momento non stesse andando bene. Così mi rende orgoglioso la partita di Ndoye a Roma dopo l’errore di Frosinone. Questi ragazzi seguono tutto ciò che gli proponiamo, provando ogni giorno in allenamento questi concetti”.

Con una vittoria domenica il Bologna sarebbe matematicamente in Europa. Che cosa significa questo?
“Il nostro obiettivo per domenica è offrire ai nostri tifosi il miglior calcio possibile, perché del risultato non possiamo avere il controllo. Dobbiamo prepararci sul nostro lavoro e curare tutti gli aspetti di quello che dobbiamo fare. Daremo il massimo e stare attenti a ogni dettaglio… Per il resto vedremo alla fine”.

Il pensiero di essere a 8 punti dalla matematica per la Champions è un pensiero ossessivo o può essere uno stimolo in più?
“Ora quello che conta è l’Udinese e come affronteremo questa partita”.

Il Bologna appare una famiglia, sotto ogni aspetto. E’ questo quel qualcosa in più che vi permettere di essere dove siete e di differenziarvi dalle altre squadre che giocano al vostro livello?
“Trattandosi di un gioco collettivo e considerando che i ragazzi e le persone che lavorano più stanno di più tra di loro che con la loro famiglia è sicuramente un aspetto da considerare. Questo si riflette anche in campo, quando un giocatore entra per soli 5 minuti giocando per aiutare i compagni. C’è tanto rispetto tra ogni componente e tutti lavorano moltissimo dando ognuno il massimo per poter giocare la partita successiva e creando una sana competizione che aumenta il livello del gruppo. Sono d’accordo, l’ambiente aiuta”.

Bologna e Udinese sono rispettivamente le squadre che hanno segnato di più e che hanno incassato più gol nei minuti finali. E’ una giusta rappresentazione della situazione attuale della squadre? Sul piano mentale può incidere?
“Questo è un dato importante che però non può riassumere totalmente la stagione di una squadra. Quando succedono cose così possono incidere sul piano mentale”.

Una delle soluzione che utilizzate è anche quella di allargare maggiormente il gioco utilizzando l’esterno dalla sua parte naturale, come per Ndoye… Cosa che invece non siete riusciti a fare con Orsolini
“Più che aprire o non aprire il campo, penso che oggi il giocatore per diventare più importante e incisivo deve saper giocare a destra come a sinistra. Ho avuto la fortuna di giocare con Leo Messi che quando stava bene se veniva utilizzato come difensore centrale era il miglior difensore centrale del mondo. Un piccolo sacrificio quindi lo possono fare tutti, per essere completi”.

Come avete ritrovato Soumaoro?
“L’ho visto bene, molto bene e con il sorriso. E’ un ragazzo che ha una grande forza mentale e che tornerà alla grande. Tutto il recupero che ha fatto è stato grandioso, ha sempre chiesto di fare qualcosa in più presentandosi per primo e andandosene per ultimo. Quando ha voglia ha voglia, ha grande attitudine e non ho nessun dubbio che tornerà a giocare ad alto livello. Con la voglia che ha può arrivare dove vuole”.

Nello spogliatoio i suoi ragazzi le chiedono qualcosa sul suo futuro?
“No e non lo hanno mai fatto. Pensano alla prossima partita come faccio io, perché dovremo fare la miglior partita della stagione”.

CAGLIARI

In attesa di news ufficiali su conferenza e convocati.

EMPOLI

In attesa di news ufficiali su conferenza e convocati.

FIORENTINA

In attesa di news ufficiali su conferenza e convocati.

FROSINONE

Di Francesco in conferenza di presentazione alla sfida alla Salernitana:

Servirà pazienza per trovare il gol attraverso il gioco è d’accordo?
“Sono d’accordo, al di là della pazienza la capacità di prepararsi ad una gara come questa e creare ottimismo nell’ambiente non frenesia. La prossima è la più importante perchè è la gara che ci aspetta ed è una gara in cui tenere l’attenzione ancora più alta del solito. Non dobbiamo avere frenesia ma non solo la squadra ma tutto il contesto. So che ci saranno tanti tifosi come sempre e che vogliono tornare a vincere ma servirà calma”.

Dal punto di vista mentale come pensa di giocare una partita in cui si ha un solo risultato contro una squadra a mente libera?
“E’ un insieme di fattori. Io a livello di formazione trasmetto sempre dubbi per tenere tutti sulla corsa. Ribadisco che è importante non solo chi parte dall’inizio ma anche chi entra. Per quanto riguarda l’aspetto tattico potrei cambiare qualcosa in base all’avversario perchè faccio fatica a capire che Salernitana arriverà. Pensiamo alle nostre armi, siamo padroni del nostro destino e di questa gara. Servirà una grande capacità di saper leggere le situazioni e saper colpire”.

Ballottaggi Bonifazi-Lirola e Brescianini-Reinier?
“Ci potrebbero essere in tutti i ruoli. Bonifazi è tornato adesso, dopo un periodo in cui è stato assente. Sono tutti e quattro calciatori importanti che nelle prossime gare ci serviranno. Mi piacciono i ballottaggi”.

Che cosa significa per lei questo momento e l’eventuale salvezza?
“Sono sempre sincero, al massimo non rispondo per convenienza. Da quando sono arrivato vale tanto e mi sono legato molto a questo contesto. Per quello che la gente ci mostra e per quello che stiamo mostrando in giro ci meritiamo questo traguardo. La salvezza è il mio sogno personale. Mi piace vedere la gioia negli altri e mi auguro che venga trasferita a questo popolo”.

Quanti punti bisogna fare?
“Oggi direi 37-36, credo che questa settimana sia determinante per stabilire la quota salvezza. Al momento non posso dire con certezza la quota, dipenderà anche dai risultati delle altre”.

Mister quanto è felice di avere a disposizione quasi tutta la rosa e dare continuità di formazione?
“E’ un gran vantaggio al di là di chi poi farò giocare. Mi piace avere la possibilità di scegliere, ora anzi sono anche troppi e in delle circostanze li devo alternare perché sono 24-25 di movimento. Questo alza la qualità dell’allenamento, l’attenzione e la competitività. Godiamoci questo momento, gli unici due indisponibili sono Harroui e Lusuardi che ha avuto un riacutizzarsi del problema che aveva e per domani non ci sarà. Per il resto domani mattina faremo una rifinitura ma dovrebbero essere tutti convocati”.

C’è un singolo della Salernitana sul quale ha posto l’attenzione?
“Non avendo l’idea del loro sistema di gioco abbiamo parlato tantissimo dei singoli e delle loro qualità. E’ una squadra importante costruita per un altro tipo di campionato. Non so se rientrerà Manolas, hanno Fazio che non va in giro a fare brutte figure. Mancherà Candreva che è un giocatore importante e sembra ancora giovanissimo nonostante i 36 anni. E’ una rosa forte, poi ci sono annate in cui gira male”.

Sa che i tifosi hanno preparato una particolare accoglienza ai tifosi?
“Ci caricheranno loro, me lo hanno detto oggi per cui anticiperemo un po’ la partenza per stare più con loro”.

GENOA

In attesa di news ufficiali su conferenza e convocati.

INTER

In attesa di news ufficiali su conferenza e convocati.

JUVENTUS

Allegri in conferenza pre sfida al Milan:

Come ci avviciniamo a questa partita?
“Domani è sempre Juventus-Milan, una partita bella da giocare. Il Milan è una squadra forte, ben allenata, con giocatori di valore. Noi sicuramente il passaggio, più che vittoria perché si è perso, la conquista della finale abbiamo raggiunto in parte un obiettivo che è la finale. Ora tre partite importanti, prima della finale, per fare i punti per la Champions”.

Come sta Bremer?
“Bremer ha avuto un problemino a Cagliari, ora sta meglio e domani mattina deciderò. Abbiamo avuto tre giorni per riposarci e siamo pronti per fare una bella partita”.

Domani ci saranno tanti tifosi stranieri. Il calcio italiano piace?
“Questo non lo so, va chiesto ai tifosi all’estero. Come nella vita, le occasioni vanno viste sempre come opportunità. Il calcio può crescere, chi comanda deve prendere decisioni importanti per migliorare tutto il calcio italiano. Abbiamo due squadre in semifinale di Europa League, una squadra come l’Inter che ha fatto una buona Champions, le finali dell’anno scorso, noi in semifinale di Europa League. Il nostro calcio non è tutto da buttare, non ci si può sedere. Bisognerebbe immaginare il calcio tra 5-10 anni”.

Cosa manca alla Juventus per lottare per lo scudetto?
“Su questa domanda deve rispondere la società e chi fa il mercato. Io faccio l’allenatore e non il mercato. Dico solo che dobbiamo essere concentrati su cosa fare, non abbiamo raggiunto l’obiettivo della Champions che per noi è molto importante. A livello tecnico, perché ti porta a giocare la Champions League, una Supercoppa, la Coppa Italia. Sarebbe una Juventus impegnata su più fronti, oltre il campionato. Poi c’è l’aspetto economico, che aiuterebbe il club ad avere risorse importanti. Noi dobbiamo rimanere concentrati su quello che c’è da fare, ci sono 15 punti in palio, dietro stanno facendo punti e domani serve fare una partita cercando di tornare a vincere in campionato e non sarà facile”.

Chi gioca tra Chiesa e Yildiz?
“Stanno tutti e due bene. Federico ha giocato un po’ di più e devo decidere se farlo partire dall’inizio. Chiesa può sempre decidere in una partita, ma deciderò domani”.

Un commento sull’Atalanta? È contento degli attestati di stima da parte dei suoi giocatori?
“Gasperini credo abbia fatto e stia facendo un lavoro importante da tanti anni, è una realtà molto cresciuta, con una società importante. Stanno facendo molto bello. Sono in semifinale di Europa League, in finale di Coppa Italia e lottano per la Champions in campionato. Gasperini sta facendo davvero un ottimo lavoro. Attestati di stima nei miei confronti? Coi ragazzi bellissimo rapporto, ottimi professionisti, ragazzi che tengono a questa maglia. In questo momento vogliamo andare a prendere i nostri obiettivi”.

Come commenta le parole di Vlahovic?
“Per lui è normale ambire al Pallone d’Oro. Ognuno di noi deve ambire al massimo. Dusan è migliorato molto da quando è arrivato e sta trovando un suo equilibrio anche quando le cose vanno meno bene. Per il ruolo che ha deve cercare di rimanere nella partita, in qualsiasi momento deve arrivare la palla giusta. Sono molto contento di questo”.

Come catalogherebbe la sua stagione con la vittoria della Coppa Italia?
“Rispondo in modo molto semplice. Non sono le imprese mie, ma di tutti. Di una società importante, una squadra forte. Non possiamo vincere tutti gli anni. La cosa più importante è che tutti alla Juventus devono avere l’ambizione di ottenere il massimo e vincere. Poi se c’è chi è più bravo, applaudiamo e lavoriamo per migliorare. Quando non si riesce a vincere, soprattutto nel calcio italiano di oggi, per una società italiana è importante giocare la Champions. A livello economico sposta il bilancio di una società. Quindi questo, se noi riuscissimo ad arrivare in Champions quest’anno, credo che in una fase di, non rivoluzione, di un percorso iniziato 3 anni fa, comunque la Juve non sarebbe rimasta fuori dalla Champions, cosa facile quando cambi giocatori e abbassi il livello. Arrivare all’obiettivo della società a inizio stagione, sarebbe un successo. Io sono il primo a cui piace vincere, a tutti piace, ma raggiungere l’obiettivo è quello e a quello bisogna arrivare”.

Cosa non funziona nel vostro attacco? È d’accordo con le parole di Pioli?
“Siamo in linea con quelli fatti lo scorso anno. Magari potevamo essere più efficaci. Pioli sta facendo un ottimo lavoro al Milan, mi fa piacere incontrarlo. Non so se l’Inter è stata la più forte in questi tre anni. Io, però, ho sempre detto che fosse la più forte di questa stagione e venivo preso per matto, ma c’erano dei valori, bisogna essere realisti. L’Inter ha un valore diverso”.

Il secondo posto è un vostro obiettivo?
“Domani è una partita, in caso di vittoria che non sarà semplice, che ci può dare l’opportunità di arrivare al secondo posto. Bellissimo risultato e ti tiene viva la competizione fino alla fine dell’anno. Poi c’è la Coppa Italia, e quando dicevo che andare avanti riempie le settimane, quest’anno non abbiamo potuto riempirle, non per demerito nostro, perché la squadra era arrivata terza… dobbiamo provare a rientrare in Champions. La prossima sarà una stagione bellissima, quando giochi tante competizioni è molto bello”.

Vede delle similitudini tra Juventus e Milan e tra Allegri e Pioli?
“Quello degli allenatori fa parte del gioco. Succede sempre ogni anno. I discorsi sul bilancio? Io sono aziendalista, faccio l’allenatore in campo, ma ormai le società sono delle aziende. Serve centrare gli obiettivi, soprattutto in Italia, dove la partecipazione alla Champions ti sballa il bilancio. Detto questo: la Juve deve rimanere competitiva. La sfida degli anni e della Juventus, come negli anni precedenti, è essere competitivi all’interno di una sostenibilità. Per la Juventus sarà una bella sfida. Quando ripartirà il campionato, ripartirà sempre con l’obiettivo di vincere. Ma quando si lavora alla Juventus l’ambizione massima deve essere quello di ottenere il massimo risultato, deve essere chiaro a tutti”.

Come si spiega la differenza di prestazione tra primo e secondo tempo?
“Perchè ad inizio campionato facevamo bene il primo e meno bene il secondo. A Roma abbiamo sbagliato tanto tecnicamente, soprattutto tanti passaggi facili. Era una partita importante con tanta pressione. Poi abbiamo avuto occasioni importanti. Abbiamo concesso gol sul primo angolo, poi Vlahovic, Bremer hanno avuto due occasioni. Abbiamo preso quest’infilata su palla persa e ripartenza. Il secondo gol preso così. Poi due-tre situazioni favorevoli. Se vediamo i passaggi sbagliati, quello sì. Rende più brutta la prestazione. Ma abbiamo avuto buone occasioni”.

Non giocare le Coppe è un vantaggio?
“La Juventus per cinque anni ha vinto 5 scudetti, 4 Coppe Italia e ha giocato due finali di Champions. Siamo sempre arrivati in fondo con quasi 55-57 partite. Il direttore Marotta doveva dire così, gli faccio anche i complimenti. Pioli lo stesso. Ma i fatti dicono tutt’altro ed è normale che sia così”.

LAZIO

Tudor presenta la partita contro il Verona:

Come ha recuperato la squadra dalla sfida con la Juve?
“Vediamo oggi, abbiamo fatto due giorni di scarico. Abbiamo un giorno di allenamento per preparare una gara super importante, è la gara più difficile perché chiude un ciclo di tante gare in pochi giorni. Non possiamo sbagliare, tutti i punti sono importanti e domani bisogna fare punti”.

Come stanno gli infortunati?
“Gli infortunati devo valutarli oggi, qualcuno ha recuperato, altri sono a metà strada, quindi vedremo cosa ci dirà l’allenamento di oggi”.

Che partita ti aspetti?
“Il Verona è una squadra tosta e sul pezzo, domani per noi sarà super difficile. Per la loro posizione in classifica è importante, in Italia poi le partite sono tutte difficili. Verona è stata una tappa importante per me come le altre che ho vissuto nella mia carriera. In questo lavoro si cresce step by step, ho iniziato ad allenare tredici anni fa e sono cresciuto in ogni mia avventura, fin dall’inizio agli allievi dell’Hajduk Spalato”.

Dopo un mese di Lazio, qual è la difficoltà maggiore e la cosa che la soddisfa di più?
“Non c’è una maggiore difficoltà, le difficoltà sono legate sempre ai pochi giorni di allenamento e alla conoscenza della squadra che ancora manca. Il bello è la disposizione dei giocatori, li ho trovati tutti molto disponibili a non sbagliare nulla. In questo mese in allenamento non si è sbagliato nulla”.

È rimasto sorpreso dal modo di giocare della squadra martedì?
“No, sorpreso no. Di questo mese non rimpiango nulla, ora non posso dire che abbiamo fatto una partitona martedì al contrario della prima vittoria sulla Juve. Tra le due per me è migliore la prima vittoria, fatta con 5-6 allenamenti e senza molti nazionali. Per me era più difficile la prima, ma la cosa importante è sempre la strada che si sta percorrendo. Parliamo di tattica, di numeri, ma la cosa su cui bisogna martellare tutti i giorni è la mentalità, dagli allenamenti agli atteggiamenti in partita”.

Il gol di Cristante riduce le speranze di quinto posto?
“La partita ieri non l’ho vista, in questo momento tutti i punti sono importanti. Non possiamo influire sulle altre partite, è inutile pensarci e perdere energie. Le energie vanno spese per la nostra squadra e le nostre partite”.

Ha qualche rimpianto per la semifinale di andata a Torino?
“Non sono d’accordo su quale partita abbiamo interpretato meglio, ci sono sempre dei rimpianti. Ho rimpianto anche dell’allenamento di ieri, è sempre giusto fare critica e autocritica. Sono consapevole di tutti gli errori fatti in questo mese, mi aiuta a migliorare capire dove si è sbagliato. È come il generale in guerra, bisogna sempre fare un’analisi e capire quello che è successo. Ci sono tante cose che incidono sul rendimento e sul risultato, la chiave è il tempo che utilizziamo per crescere”.

Quali margini di miglioramento può avere Castellanos? Può giocare insieme a Immobile?
“Si possono vedere insieme in un piccolo momento della partita dove bisogna recuperare il risultato, a volte più giocatori che hanno gol nelle gambe aiutano a segnare, ma a volte mettere tutti gli attaccanti non significa essere più pericoloso. Magari se non hai lavorato a questa soluzione non riesci a essere pericoloso”.

Pellegrini è indietro rispetto ai compagni? Può giocare domani?
“Pelle si allena bene, è stato fuori per un infortunio e altri hanno fatto bene mentre lui non c’era. Potrebbe giocare, potrebbe non giocare, ha le stesse chance di tutti gli altri”.

Come vede Zaccagni?
“Zaccagni può fare l’ala larga, può giocare esterno. Come quinto si e no, può fare fatica perché deve sacrificarsi tanto. Può giocare anche dietro la punta, per noi è un giocatore importante e ci è mancato tanto. Ha dimostrato la sua importanza negli anni passati alla Lazio, può darci una mano importante. Non giocherà dall’inizio, ma può entrare dalla panchina”.

Sta crescendo la squadra a livello di mentalità?
“Ognuno vede la mentalità in maniera diversa, la mentalità fa parte di una cosa che è ancora più importante e parliamo dei valori. Valori che un allenatore vuole trasmettere, a questo si aggiungono aggressività, cattiveria e voglia di fare sempre qualcosa in più. Questi valori sono importanti non solo nel calcio ma in tutti gli sport. I calciatori sono prima di tutto uomini”.

Ha posto la Champions come obiettivo?
“Non ho posto obiettivi di classifica e non lo ha fatto neanche la società. L’obiettivo è quello di far bene tutte le partite, di solito ci sono delle differenze importanti tra le squadre, ma nel finale di stagione si annulla la differenza. Non so se è più facile affrontare il Verona che deve salvarsi o una squadra che lotta per l’Europa”.

Un suo giudizio su Mandas?
“Mandas sta facendo bene, io dico sempre che quando un portiere non fa errori che ti portano a subire gol sta facendo bene. Abbiamo scelto di costruire leggermente meno dal basso per non metterlo in difficoltà e rischiare meno, lui ha risposto sempre molto bene”.

Come interpreta i dati di corsa della squadra?
“I dati vanno interpretati sempre nella miglior maniera possibile, c’è il volume di corsa e poi ci sono i duelli individuali. Nel nostro calcio c’è molto più duello, penso che ci sia anche più intensità rispetto a prima, dove c’era più volume che è altrettanto importante”.

Cosa le è piaciuto di più tatticamente e cosa va perfezionato dopo un mese di Lazio?
“Ci vorrà più tempo per parlarne, dal punto di vista tattico mi è piaciuto tutto, mi è piaciuta l’interpretazione tattica della squadra”.

C’è possibilità di vedere Isaksen qualche minuto in più?
“Felipe lo valuteremo oggi, ieri ha corso con le scarpe da ginnastica, ha subito un colpo ed è un giocatore fondamentale per noi. Isaksen si allena molto bene, è un giocatore sempre concentrato e lo vedremo oggi al lavoro”.

LECCE

Gotti alla vigilia della sfida al Lecce:

C’è tanto entusiasmo nella piazza.
“Sono situazioni che si ripetono soprattutto nelle piccole squadre dove è più facile perdere le partite. Quando capitano situazioni così positive si rischia di passare all’eccesso opposto. Professionisti di questo livello devono sapere che conta solo la salvezza aritmetica. Dobbiamo mettere in campo il lavoro perché l’obiettivo dobbiamo ancora raggiungerlo”.

Rientra Almqvist.
“Almqvist ha caratteristiche precise e devo dire che si è sempre applicato anche nel lavoro di squadra, non solo nell’attacco alla profondità. Non è che con lui abbiamo perso compattezza, anche lui riesce a darci questo tipo di ingredienti”.

Rafia ancora in mediana?
“Si cerca di fare di necessità virtù e trovare la soluzione più adeguata. Voglio tenere la mente aperta e guardare anche ad altre soluzioni”.

Berisha?
“Lo ritengo un ragazzo di grande prospettiva. Ha 21 anni, non è giovane in assoluto, è giovane come percorso. Bisogna cercare di fargli fare il percorso giusto, che diventi un circolo virtuoso. Devo leggere le situazioni anche per il percorso individuale dei ragazzi. Ripeto che ho grande stima calcistica”.

Formazione confermata?
“La partita di domani sulla carta ha analogie con quella di domenica scorsa. Entrambe le squadre hanno giocatori di qualità. Il Monza sembra più squadra, ma anche il Sassuolo aveva giocatori forti con qualità di palleggio. Ci sono anche elementi simili alla partita con la Roma, perché il Monza cerca il dominio della partita”.

Lecce senza pressioni?
“Il discorso della pressione è pregnante, pensiamo al fatto che ha limitato il Sassuolo. Noi però dobbiamo ancora ottenere l’obiettivo”.

Pierotti prima alternativa a Piccoli e Krstovic?
“Nella partita di domani vedo difficoltà di impiego per Burnete. Siccome la Primavera gioca a Cagliari gli ho consigliato di andare a giocare 95 minuti. Voglio gratificare il più presto possibile il lavoro dei Primavera aggregati, ma devo attuare un percorso giusto. Abbiamo Pierotti che può giocare centralmente, Sansone per me è più centrale che esterno. Possiamo aggiungere come alternativa Almqvist, ha fatto la seconda punta diversi anni fa”.

Djuric avversario temibile?
“È estremamente caratterizzato, vince il maggior numero di duelli aerei dell’intera serie A. Tenerlo fuori dall’area è più facile a dirsi che a farsi. Va gestito con un’attenzione di un certo tipo”.

MILAN

Archiviato il derby, Pioli parla della nuova difficile sfida alla Juventus:

Nel periodo importante di aprile c’è anche la partita con la Juve...
“Deve essere assolutamente così, anche purtroppo per gli ultimi risultati negativi. Il focus deve essere arrivare secondi. Sono stati 10 giorni difficili”.

Che giorni sono stati?
“È facile, tra virgolette, perché non possiamo fermarci a queste delusioni che abbiamo subito e che abbiamo dato a questi tifosi, quindi per forza dobbiamo avere la voglia, il riscatto, il rimanere compatti e il desiderio di vincere le partite fino a campionato. Soffriamo di queste situazioni, ma abbiamo il dovere di rialzarci”.

Cosa serve domani?
“Dovremo lottare, dare il massimo, come se fosse l’ultima partita: essere concentrati, determinati. Vogliamo difendere il secondo posto”.

L’Inter è più forte?
“Che abbiamo dato tutto sì, ma non sempre siamo riusciti a mettere in campo le nostre qualità. L’Inter è quattro anni che ha la squadra più forte del campionato e ha vinto solo due scudetti. Noi non l’abbiamo mai avuta, abbiamo vinto un campionato, ma abbiamo dato tutto, pur non riuscendo ad alzare il nostro livello di gioco”.

Che senso hanno queste ultime partite?
“Vogliamo dimostrare chi siamo, che siamo il Milan”.

Come giudica questi 5 anni tra positivo o negativo?
“Non ci sono state vie di mezzo in questi 5 anni, o positivo o negativo. Se potessi cambiare il risultato dei derby darei tutto quello che ho, ma non si può più fare. Io per primo devo avere le spalle larghe. È stato un dolore forte vedere gli avversari festeggiare”.

Chi sarà capitano domani?
“Domani sarà capitano Leao”.

È mancato l’equilibrio?
“Aspettiamo la fine del campionato”.

Qual è stato il punto debole del Milan?
“La cosa più evidente è stata l’uscita dall’Europa League, poi quel mese in cui abbiamo preso il distacco dall’Inter. L’Inter è più forte, è stata più continua, più solida. Non siamo stati comunque gli unici a non tenere il passo”.

Cosa vi sta dando Ibra? E Theo Hernandez è pronto ad essere un super leader?
“Zlatan era qui ieri e l’altro ieri, è sempre vicino a noi, ci dà il sostegno per superare il momento negativo. Siamo insieme e insieme cerchiamo di superare il momento difficile. Theo è un giocatore fortissimo e sarà importante per il futuro del Milan”.

Milan pronto per gestire il dopo tempesta?
“Deve, se vuoi essere ad alto livello devi”.

Perché non sei venuto in conferenza lunedì?
“Non ho voluto non fare la conferenza, ma è stata una scelta della società. Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, altrimenti stavo in silenzio stampa fino a fine stagione”.

Qual era la sua priorità prima del derby?
“La priorità era cercare di essere compatti in fase difensiva, quindi le scelte sono state orientate lì. Il piano ha funzionato fino ad un certo punto, poi quando subisci gol su corner li metti nelle condizioni di fare bene ciò che sanno fare bene”.

Cosa manca a Okafor e Chukwueze per essere titolari?
“Okafor e Chukwueze stanno bene, poi tocca a me fare le scelte”.

Che ruolo ha Ibra?
“Credo siano scelte che dovrà fare il club. Sul carisma e le qualità tecniche e umane di Ibra non devo certo essere io il suo sponsor. Non so che ruolo avrà Ibra, ma Ibra ama il Milan e prenderà le decisioni migliori per il Club”.

Perché Adli titolare nel derby?
“Bennacer secondo me non è al 100% della condizione fisica, Adli in fase difensiva è quello più affidabile”.

Inzaghi ha fatto i complimenti al Milan dicendo che saranno validissimi avversari anche l’anno prossimo: può essere così?
“Fa onore a Inzaghi, anche se è più facile fare i complimenti quando vinci. L’anno scorso l’Inter ha preso tanti punti dal Napoli, poi le stagioni si azzerano e l’Inter quest’anno ha vinto lo Scudetto. Le cose cambiano”.

Cosa è mancato?
“Gli avversari sono stati molto bravi a sfruttare il nostro primo errore”.

Visto che c’è l’Inter davanti viene sminuito il Milan?
“Credo che sia stato un errore non sottolineare il cammino in Champions l’anno scorso, non so da cosa sia dipeso… Però è inutile nasconderlo: il fatto che a vincere lo Scudetto e ad eliminarci sia stata l’Inter è tutto ciò che fa la differenza nel nostro ambiente. Quando vinceva la Juve e il Milan arrivava quinto-sesto tutto ok, ora che c’è l’Inter tutto viene rimarcato di più”.

Cosa teme la Juve?
“Squadra solida, che può giocare la giocata in qualsiasi momento con gli attaccanti forti che ha e le palle inattive”.

Farà turnover?
“In questo momento non sto pensando a far giocare gente per l’anno prossimo, a meno che nelle prossime giornate il secondo posto non sia assicurato”.

Come motiverà la squadra?
“È semplice: tocca a noi dimostrare che possiamo finire bene la stagione. Se pensiamo di affrontare le prossime partite senza stimoli sarebbe un grave errore: conosco i miei giocatori e so che non lo commetteranno”.

MONZA

Palladino in conferenza:

Palladino, che partita si aspetta domani con il Lecce? Ci sono analogie con le sfide della passata stagione?
“La partita a Lecce dello scorso anno ha permesso al Monza di conquistare il primo punto in A. L’approdo in panchina mi ha cambiato la vita, abbiamo fatto un percorso straordinario. Adesso mancano 5 partite per concludere la stagione e faremo di tutto per giocarci queste gare fino alla fine con fame e mentalità come abbiamo sempre fatto”.

Quale atteggiamento servirà da qui fino alla fine della stagione?
“Il Monza per arrivare a crescere sempre dev’essere sempre unito e lavorare bene. Ci sono tante motivazioni per andare a Lecce, nel giocarci la partita giusta- Siamo consapevoli del fatto che sarà una partita difficile”.

Con quale modulo scenderà in campo?
“Personalmente ho la fortuna di avere tanti giocatori e posso scegliere fra tanti. Per me è molto importante avere tutti a disposizione, per fare rotazioni e avere soluzioni anche a partita in corso. Il nostro obiettivo era la salvezza, il sogno poteva essere l’Europa o potrebbe anche esserlo. Campionato strano, possiamo vincere come possiamo perdere, di certo dobbiamo giocarcela fino in fondo e poi vedere come andrà. Noi siamo partiti con l’obiettivo salvezza mentre Lazio, Torino e Fiorentina avevano altri obiettivi. Non è facile restare attaccati alle altre squadre, ma siamo orgogliosi di essere li a giocarcela e fare più punti possibili in questo rush finale”.

Si aspettava la crescita di Daniel Maldini?
“Sono contento di Daniel, peraltro ci ha dato una grande mano. Lui è stato fantastico, arrivava da un percorso difficile a Empoli. C’è stato scetticismo mediatico al suo approdo in Brianza qui al Monza ma si è inserito bene ed è cresciuto tantissimo. Merito suo e del gruppo che lo ha accolto benissimo”.

Qual è l’allenatore da cui ha imparato di più nel corso della sua carriera?
“L’allenatore da cui ho imparato di più nella gestione del gruppo è Deschamps. Ero giovane e mi ha dato molto. Mi piace allenare i miei ragazzi e soprattutto vederli crescere, seguirli non solo in campo ma dare loro consigli sullo stile di vita e l’alimentazione. L’aspetto mentale è fondamentale nel calcio di oggi”.

Come è cambiato il Lecce con Gotti?
“Con Luca siamo amici, è un allenatore molto bravo e intelligente e di uno spessore umano incredibile. Il Lecce nelle ultime gare ha perso solo col Milan, è una squadra complicata, di forza fisica e di ripartenze”.

NAPOLI

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ROMA

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SALERNITANA

Colantuono parla della trasferta di Frosinone:

“Di Francesco è un allenatore che stimo e conosco molto bene avendolo avuto anche come giocatore e credo stia facendo un buon lavoro. Il Frosinone doveva fare questo tipo di campionato e credo lo stia facendo, è una buona squadra che a tratti ha espresso anche un bel calcio. Ci aspetterà una gara che abbiamo preparato bene e che spero affronteremo mettendo in campo quello su cui abbiamo lavorato in questa settimana. Mi aspetto da tutti una prestazione all’altezza”.

“Rispetto all’ultima partita qualcuno è uscito con qualche acciacco ma credo che abbiano recuperato. Abbiamo perso Candreva per squalifica e Ochoa per un problema fisico ma recuperiamo Coulibaly e Manolas”. Il tecnico granata ha quindi concluso: “Per questo finale di campionato ci siamo posti l’obiettivo di giocare al massimo tutte le partite che restano e devo dire che dal punto di vista dell’impegno questo è stato fatto. Anche in allenamento la squadra sta cercando di scrollarsi di dosso la negatività di questa stagione e credo che anche nella partita con la Fiorentina si sia visto ma lo abbiamo fatto anche prima con qualche sbavatura che ci ha accompagnato per tutto il corso del campionato. Queste partite le dobbiamo affrontare come ho sempre detto, al massimo delle nostre potenzialità come abbiamo fatto ad esempio con il Sassuolo, con la Fiorentina o con il Bologna. Il problema è che queste partite ce le siamo poi compromesse nei minuti iniziali. Sembra che questo problema lo abbiamo parzialmente risolto, ora dobbiamo cercare di essere compatti fino alla fine”.

SASSUOLO

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TORINO

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UDINESE

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VERONA

Baroni presenta la trasferta di Roma contro i biancocelesti:

Dopo questo exploit sei sulla bocca di tutti?
“Siamo concentrati sulla parte finale di questa stagione, quella più difficile, non possiamo pensare a nient’altro, dico alla squadra di non guardare la classifica, non guardare i calendari e rimanere concentrati, dobbiamo fare qualcosa di straordinario e per farlo bisogna attingere a tutto, sono campionati che si giocano su un pallone e non è possibile pensare a nient’altro”.

Le condizioni di Dawidowicz?
“Sta bene, in questo momento devi andare su tutto ciò che è essenziale, non possiamo sbagliare niente, voglio vedere giocatori che si buttano, che si donano, nelle partite si vivono dei momenti in cui c’è da soffrire come nell’ultima partita e altri in cui c’è da crederci e affondare, prepariamo le partite in questo senso”.

La Lazio?
“Avversario complicato da tante prospettive, dobbiamo fare una partita di grandissimo spessore, altrimenti non ne esci vivo. Devi essere pronto a reggere il loro ritmo. Quando si va in campi come quello non si può stare bassi, bisogna andare forte sui duelli e sull’attenzione”.

In questo finale bisogna spingere ancora più forte?
“Dobbiamo passare dalla prestazione, dalla capacità di stare dentro la partita, dobbiamo capire che le partite si risolvono in un episodio, su una palla laterale, abbiamo bisogno di attenzione”.

Centonze o Tchatchoua?
“Sono due giocatori bravi su cui dobbiamo contare, Centonze è cresciuto, Tchatchoua è qui dall’inizio e ha recuperato bene da un infortunio importante, se uno non parte entra, so che lì a destra posso contare su due giocatori che danno un contributo importante alla squadra”.

Henry?
“E’ un ragazzo che ha avuto un percorso difficile, il ragazzo si allena sempre bene, non ha mai mancato una volta negli atteggiamenti, lì abbiamo diversi giocatori bravi, cerchiamo di dare opportunità a seconda della partita”.

Noslin ancora “falso nueve” oppure centravanti di ruolo?
“Vediamo, è una settimana corta, ho ancora due sedute, dobbiamo recuperare qualche giocatore, è una partita che dobbiamo leggere bene”

Quanto inciderà il fattore “Bentegodi” nella corsa salvezza?
“Sabato ho percepito un’energia che la squadra è stata brava a creare ma che il pubblico ci ha alimentato, la gente che crede sposta, dobbiamo far vedere che questa squadra è pronta a tutto, alla prestazione, alla capacità di stare sempre in partita e di non mollare mai, in questo senso il nostro stadio e i nostri tifosi saranno fondamentali”.

Questo è sempre più il Verona di Baroni?
“E’ arrivata gente affamata, Baroni è affamato, bisogna guardare solo al presente e al futuro perchè anche quello che si fa oggi ormai è già vecchio (ride ndr)”.

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