Brutte notizie per l’Udinese, che dovrà fare a meno di Nicolò Zaniolo nelle prossime settimane. Gli accertamenti hanno evidenziato un problema muscolare alla coscia destra. Lo stop previsto riguarda anche il giovane difensore Matteo Palma.
Gli esami di Zaniolo
Il club friulano ha comunicato l’esito degli esami strumentali ai quali si sono sottoposti i due calciatori. Per Zaniolo è stata riscontrata una lesione al bicipite femorale della coscia destra.
I tempi di recupero indicati sono di circa tre-quattro settimane. Il giocatore ha già iniziato il percorso riabilitativo predisposto dallo staff medico bianconero.
L’assenza costringerà quindi l’Udinese a rinunciare temporaneamente a uno dei suoi elementi offensivi di maggiore qualità.
Zaniolo è ormai un punto importante del progetto friulano. Nel giugno 2026 l’Udinese ne ha infatti perfezionato l’acquisto a titolo definitivo dal Galatasaray. Nella precedente stagione aveva totalizzato 32 presenze, cinque reti e cinque assist in campionato, oltre a un gol in Coppa Italia.
Successivamente, il rapporto tra il giocatore e la società è stato ulteriormente consolidato. A luglio è stato annunciato un accordo fino al 30 giugno 2029, con opzione per un’altra stagione.
Problema muscolare anche per Palma
Gli accertamenti hanno portato cattive notizie anche per Matteo Palma. Il difensore classe 2008 ha riportato una lesione all’adduttore lungo della gamba destra.
Anche per lui la previsione è di uno stop compreso tra tre e quattro settimane. Palma ha già cominciato il programma di recupero insieme allo staff sanitario.
Il giovane difensore era stato inserito nel gruppo della prima squadra per la preparazione della stagione 2026/27. Il suo nome figurava infatti tra i giocatori convocati per l’avvio degli allenamenti estivi al centro sportivo Dino Bruseschi.
Udinese, doppio stop da gestire
Per lo staff tecnico bianconero arriva dunque un doppio contrattempo. Le condizioni dei due giocatori saranno seguite durante il percorso riabilitativo, con l’obiettivo di riportarli a disposizione senza forzare i tempi.
La prognosi iniziale fissa il possibile rientro nell’arco di tre-quattro settimane. Molto dipenderà, però, dalla risposta individuale alle terapie e dalla successiva ripresa del lavoro sul campo.






