Sarri torna a incrociare la Juventus in una partita che porta con sé inevitabili ricordi del passato. Il tecnico dell’Atalanta affronterà infatti la squadra con cui conquistò lo scudetto nella stagione 2019/20, prima di lasciare Torino dopo appena un anno.
L’esperienza bianconera si concluse dopo l’eliminazione dalla Champions League contro il Lione. La società decise allora di interrompere il rapporto e affidare la panchina ad Andrea Pirlo. Un capitolo breve, che l’allenatore toscano oggi guarda senza particolare nostalgia.
Sarri e il ricordo dell’esperienza juventina
A due giorni dalla partita, Sarri ha parlato del suo passato a Torino nel corso di un’intervista a Sky. Il tecnico ha ricordato soprattutto le circostanze insolite che caratterizzarono quella stagione.
«Fu una stagione strana, con gli stadi praticamente vuoti da marzo in poi. Forse anche per questo motivo non ho grandi ricordi di quell’esperienza. In ogni caso nessun rimpianto».
Il ritorno contro la Juventus assume quindi un significato particolare, anche se l’attenzione dell’allenatore resta concentrata soprattutto sulla crescita della sua nuova squadra.
L’Atalanta cerca continuità
I nerazzurri hanno raccolto sei punti nelle prime quattro giornate di Serie A. Dopo un avvio convincente, sono arrivate due battute d’arresto: prima all’Olimpico e poi in casa contro il Cagliari, vittorioso per 2-1.
Risultati che non sembrano aver modificato i programmi di Sarri. L’allenatore considera questa fase come l’inizio di un percorso che richiederà pazienza.
«È un anno di costruzione: sia il direttore sportivo che la società non fissano obiettivi materiali di breve periodo, ma parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo».
Il cambio di filosofia richiede tempo
Sarri conosce bene le difficoltà legate all’introduzione di nuovi principi tattici. Era già accaduto nelle precedenti esperienze con Empoli e Napoli, dove la squadra aveva avuto bisogno di tempo prima di assimilare pienamente le sue idee.
«Più il modo di giocare precedente era completamente diverso dal mio, più la difficoltà aumenta all’inizio».
Il passaggio dal lungo ciclo caratterizzato dai principi di Gian Piero Gasperini a una proposta differente non può quindi essere immediato. Anche l’inserimento dei calciatori arrivati durante il mercato estivo avrà bisogno di verifiche sul campo.
Mercato, Sarri resta prudente
Sul lavoro svolto dalla società in estate, l’allenatore nerazzurro ha scelto una risposta ironica ma significativa.
«Un allenatore contento al cento per cento del mercato della sua società lo devo ancora conoscere, in tutta la mia carriera non l’ho mai incontrato».
Sarri ha comunque riconosciuto le qualità dei nuovi acquisti. Il loro rendimento, però, dovrà essere valutato nel corso della stagione e nel contesto del nuovo sistema di gioco.
La Conference entra nei programmi dell’Atalanta
La profondità della rosa permetterà ai bergamaschi di gestire anche il doppio impegno tra campionato ed Europa. La Conference rappresenta una competizione alla quale il club vuole dare importanza, pur conoscendo le conseguenze sul piano fisico.
«È chiaro che le competizioni europee qualcosa in campionato lo fanno pagare, in termini di energie e di turnover necessario, ma questo fa parte del gioco e non è una novità per nessuno».
Sarri ha poi chiarito le intenzioni dell’Atalanta: «È un torneo di livello e vogliamo affrontarla con la giusta serietà e ambizione».
Juventus primo esame di un ciclo impegnativo
La sfida contro i bianconeri aprirà una fase particolarmente significativa della stagione. A ottobre arriveranno anche gli impegni europei contro Pafos e Ajax, con la trasferta di Amsterdam, oltre al confronto di campionato con il Milan.
Una sequenza di partite che potrà fornire indicazioni importanti sul percorso dell’Atalanta. Prima, però, c’è la Juventus. Per Sarri sarà un ritorno davanti a un pezzo del proprio passato e, soprattutto, un nuovo test per misurare la crescita della sua squadra.






