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Milan, il nuovo corso prende forma: Glasner in pole, ma la priorità resta la dirigenza

Il Milan stringe i tempi per il nuovo corso: Glasner resta il favorito per la panchina, mentre Cardinale definisce la futura struttura dirigenziale.

Il Milan si prepara a inaugurare una nuova fase della propria storia. Dopo una stagione conclusa con la mancata qualificazione alla Champions League, il club rossonero ha avviato una profonda riorganizzazione societaria e tecnica, scegliendo di non accelerare i tempi nonostante il malcontento della tifoseria.

La proprietà guidata da Gerry Cardinale punta a costruire una struttura solida prima di definire la guida tecnica. Per questo motivo, la scelta del nuovo allenatore sarà legata anche a quella del direttore dell’area tecnica.

Glasner resta il candidato principale

Oliver Glasner continua a essere il favorito per raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. L’allenatore austriaco avrebbe dato la propria disponibilità al progetto Milan e, al momento, non starebbe valutando altre opportunità.

Negli ultimi giorni sono arrivate manifestazioni d’interesse da altri club europei, ma il tecnico considera il Diavolo la destinazione prioritaria. La società, tuttavia, preferisce completare prima il riassetto dirigenziale.

La scelta del direttore tecnico

Il primo tassello del nuovo progetto potrebbe essere il direttore dell’area tecnica. In cima alla lista c’è Ralf Rangnick, figura internazionale con una lunga esperienza nella costruzione di modelli sportivi innovativi.

Il dirigente tedesco conosce molto bene Glasner, avendo condiviso l’esperienza nel sistema Red Bull. Questa sintonia rappresenta un elemento favorevole per il Milan, che vede nel possibile tandem austro-tedesco una base credibile per il rilancio.

La dirigenza, però, non vuole limitarsi a una sola opzione e nelle ultime settimane ha intensificato i contatti con diversi candidati.

Planes resta l’alternativa

La principale alternativa a Rangnick è Ramon Planes. Il dirigente spagnolo vanta esperienze di alto livello con Espanyol, Tottenham e Barcellona, oltre al recente incarico in Arabia Saudita.

La sua eventuale nomina potrebbe modificare anche gli equilibri nella scelta del tecnico. Planes, infatti, ha un ottimo rapporto con Mauricio Pochettino, allenatore che contribuì a lanciare agli inizi della carriera.

Il Milan valuta ogni scenario, cercando il profilo più adatto per costruire un progetto stabile e competitivo.

Rangnick chiede pieni poteri

Tra gli aspetti più delicati della trattativa c’è il ruolo che dovrebbe ricoprire Rangnick. Il dirigente tedesco è noto per privilegiare una visione globale del club, dalla metodologia di lavoro al settore giovanile, fino alla filosofia di gioco.

Nel recente confronto con Gerry Cardinale e i vertici rossoneri avrebbe ribadito la propria posizione: la disponibilità a guidare la ricostruzione esiste, ma soltanto all’interno di un progetto che gli garantisca ampi margini decisionali.

Il Milan starebbe riflettendo sulle richieste del manager tedesco e conta di prendere una decisione nelle prossime settimane.

Ibrahimovic al centro delle strategie

Parallelamente alle valutazioni tecniche, Zlatan Ibrahimovic continua a essere una figura di riferimento per la proprietà.

Lo svedese si trova negli Stati Uniti, dove mantiene contatti costanti con Gerry Cardinale per discutere delle prossime mosse del club. Pur non ricoprendo un incarico operativo tradizionale, il suo contributo nelle scelte strategiche viene considerato importante.

Una rivoluzione che coinvolge tutta la società

Il rinnovamento del Milan non si limiterà alla panchina. Il club è impegnato anche nella ricerca di un nuovo amministratore delegato e di un direttore sportivo.

Per quest’ultimo ruolo sono stati monitorati diversi profili internazionali, con particolare attenzione al mercato tedesco. Tra i nomi valutati figurano Devin Ozek, Johannes Spors e Marcel Schafer, dirigenti apprezzati per le loro competenze nella programmazione sportiva.

La volontà della proprietà è creare una struttura moderna e organizzata, capace di sostenere un progetto tecnico di lungo periodo.

Il Milan prepara il futuro

La strategia rossonera segue una linea precisa: costruire prima la squadra dirigenziale e poi affidare la panchina al profilo ritenuto più adatto.

Glasner resta il nome più caldo, ma la decisione definitiva dipenderà dall’assetto societario che prenderà forma nelle prossime settimane. L’obiettivo è evitare scelte affrettate e gettare le basi per un nuovo ciclo vincente, riportando il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo.

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