Alla vigilia della sfida tra Bologna e Monza, prevista sabato 31 ottobre alle 15 al Renato Dall’Ara, il tecnico dei rossoblù, Raffaele Palladino, ha incontrato i giornalisti presso il centro tecnico Niccolò Galli. Palladino ha aperto la conferenza sottolineando l’importanza di voltare subito pagina dopo la recente affermazione contro il Milan: ogni partita di campionato nasconde difficoltà e servono attenzione e intensità sia mentale che fisica per non fallire l’approccio.
L’allenatore ha ammesso di avere dubbi sulla formazione titolare, lasciando intendere possibili rotazioni in base alle condizioni della squadra. Sul Monza ha speso parole di stima, riconoscendo il valore dell’avversario e rimarcando la necessità di mantenere un baricentro basso per arginare le incursioni degli ospiti.
Palladino si è poi soffermato sui suoi trascorsi a Monza, definendo quella tappa preziosa per il proprio percorso umano e professionale. Ricorda con piacere successi importanti ottenuti insieme a un gruppo speciale ma ha ribadito che ora il suo unico obiettivo è portare a casa punti utili per la classifica del Bologna.
Per quanto riguarda l’attacco, Odgaard si è dimostrato determinato nell’assorbire le richieste dell’allenatore, anche se non è ancora al top per giocare tutta la partita, mentre Dovbyk potrebbe trovare più spazio. L’assenza di alcune pedine come Piccoli ed Enem è compensata dalla disponibilità di alternative efficaci.
Interrogato sulle scelte tattiche, Palladino ha rivelato che l’ingresso di Cambiaghi e Miranda nel secondo tempo contro il Milan è nato da una lettura in corsa della gara. L’importanza dei cambi è ormai un fattore chiave nel calcio moderno.
L’allenatore ha infine elogiato lo spirito di Mbangula, autore di una recente tripletta, sottolineando quanto il lavoro in allenamento e il recupero della mentalità siano determinanti per la crescita del gruppo.
A livello di infermeria, Orsolini è tornato arruolabile grazie agli sforzi dello staff sanitario, mentre si attendono i recuperi di altri giocatori come Holm.
Per la fascia destra, Amondarain si candida come valida alternativa a Zortea, mentre Darmian tornerà nel suo ruolo naturale. Un accenno particolare è andato alla leadership silenziosa di Ferguson, considerato fondamentale in mezzo al campo sia dal punto di vista tecnico sia per la sua capacità di essere un punto di riferimento per i compagni.






