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Torino-Fiorentina, la voglia di riscatto e la ricerca di continuità

Torino-Fiorentina: le probabilità scelte, i ballottaggi, chi può far bene e chi è da evitare nella sfida tra i granata e la viola.

Domenica 31 agosto alle 18:30 andrà in scena allo Stadio Olimpico Grande Torino una sfida che promette scintille: Torino-Fiorentina. Da una parte un Torino ferito, che ha ancora negli occhi la pesante sconfitta rimediata a San Siro; dall’altra, una Fiorentina che arriva con maggiore fiducia dopo un buon avvio di campionato e la volontà di consolidare il proprio impianto tattico.

Lo schieramento granata

Per Baroni, l’obiettivo è chiaro: ripartire subito, ma con maggiore equilibrio tra i reparti. L’undici iniziale dovrebbe vedere Israel tra i pali, una scelta che non sorprende viste le sue buone qualità tra i pali, ma che dovrà garantire sicurezza dopo la fragilità mostrata contro l’Inter. In difesa, Pedersen è in ballottaggio con Lazaro, un duello che si giocherà fino all’ultimo. Il norvegese ha più gamba, ma l’austriaco può offrire maggiore qualità nella fase offensiva. Al centro, Maripan contende il posto a Masina: entrambi non hanno ancora convinto, e proprio qui potrebbe decidersi l’equilibrio difensivo. Coco e Biraghi completano la linea, e se il secondo garantisce esperienza e cross precisi, il primo è ancora un’incognita.

Il centrocampo è il reparto in cui Baroni potrebbe operare più cambi. Casadei è chiamato a dare dinamismo, mentre Asllani e Gineitis – quest’ultimo in ballottaggio con Ilkhan – avranno il compito di impostare e rompere il gioco viola. Gineitis ha mostrato buoni spunti, ma la sua incostanza potrebbe aprire spazi a un Ilkhan più ordinato. In attacco, la fantasia è affidata a Ngonge e Vlasic, mentre Adams e Simeone si giocano una maglia: il primo offre più fisicità e profondità, ma il secondo ha un fiuto del gol che potrebbe risultare decisivo contro una difesa come quella viola, non sempre impenetrabile.

Dalla panchina, Juric può pescare alternative interessanti. Paleari e Popa offrono copertura tra i pali, mentre in difesa ci sono Lazaro, Dembele e Masina. In mezzo, Tameze, Ilic, Ciammaglichella, Anjorin e Aboukhlal offrono soluzioni sia di quantità che di qualità. Occhio soprattutto ad Anjorin, che potrebbe essere la sorpresa a gara in corso. In avanti, il giovane Njie e Zapata completano un reparto offensivo ricco di variabili.

Le variabili viola

La Fiorentina, reduce dalla convincente prova di Cagliari, dovrebbe riproporre il 3-5-2 già visto la settimana scorsa. Tra i pali ci sarà De Gea: se da un lato la sua esperienza è indiscutibile, dall’altro non è ancora apparso irreprensibile sul gol subito contro il Cagliari. In difesa spazio a Comuzzo, Pongracic e Ranieri, con quest’ultimo chiamato a confermare i segnali positivi visti nell’ultima uscita.

Sulle fasce, Dodô e Gosens promettono duelli ad alta intensità. Il tedesco, in particolare, sembra già perfettamente a suo agio, mentre il brasiliano alterna buoni spunti a pause improvvise. A centrocampo, Mandragora dovrebbe spuntarla su NDour in un ballottaggio apertissimo. Con Fagioli e Sohm a completare la mediana, la Viola cerca equilibrio tra costruzione e copertura. I tre dovranno essere bravi a schermare le ripartenze granata, soprattutto quando i padroni di casa proveranno ad alzare i ritmi.

In attacco, Gudmundsson sarà probabilmente il punto di riferimento tecnico: abile tra le linee, può fare la differenza con una giocata. Al suo fianco, Kean è atteso alla conferma dopo un’estate segnata da incertezze. Il suo stato di forma resta un punto interrogativo, ma la sua presenza fisica può creare problemi a Maripan o Masina, qualunque sia la scelta di Baroni.

Dalla panchina, Italiano potrà contare su riserve affidabili: Martinelli e Lezzerini per la porta, mentre Mari, Kospo, Viti, Fortini, Richardson, Parisi e Kouadio offriranno opzioni difensive. A centrocampo, Fazzini, Sabiri e NDour sono pronti a dare il loro contributo, così come Piccoli e Dzeko in attacco. Quest’ultimo, se inserito a gara in corso, potrebbe cambiare volto alla partita con la sua classe ed esperienza.

Chi può essere la chiave del match

In conclusione, ci si attende una sfida tesa e combattuta. Il Torino deve ritrovare certezze e punti, ma la Fiorentina arriva con maggiore tranquillità e un’idea tattica già ben rodata. Molto dipenderà dalle prestazioni di uomini chiave come Ngonge, Gudmundsson e Kean. Chi sbaglia meno, potrà festeggiare.

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