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Milan, la nuova struttura di Cardinale: modello Liverpool

Milan sempre più nelle mani di Cardinale: nuova struttura dirigenziale, Amorim in panchina e modello Liverpool per rilanciare il club.

Il nuovo Milan nasce da una scelta precisa: accentrare le decisioni strategiche senza rinunciare al lavoro di squadra. Al vertice della piramide societaria resta Gerry Cardinale, deciso a seguire più da vicino le dinamiche del club rispetto al passato.

L’imprenditore statunitense ha scelto di assumere un ruolo maggiormente operativo, partecipando direttamente alle decisioni più importanti. Una svolta rispetto alle stagioni precedenti, quando gran parte delle responsabilità veniva affidata ai dirigenti di fiducia.

L’obiettivo dichiarato è riportare il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo attraverso una struttura più efficiente, capace di coniugare competenze sportive, sostenibilità economica e pianificazione a lungo termine.

A guidare il nuovo corso tecnico sarà Ruben Amorim. L’allenatore portoghese, protagonista di importanti successi in patria, rappresenta il profilo individuato per sviluppare un calcio moderno, dinamico e orientato al possesso. L’esperienza maturata in Premier League, pur non priva di difficoltà, ha contribuito ad arricchirne il bagaglio professionale.

Un modello ispirato alle grandi d’Europa

La nuova organizzazione societaria trae ispirazione da realtà internazionali che hanno costruito i propri successi attraverso una chiara divisione delle competenze. Tra queste figura il Liverpool, club che Cardinale ha avuto modo di conoscere da vicino negli anni dei suoi investimenti nel calcio inglese.

L’idea è quella di creare una filiera decisionale rapida, nella quale ogni area lavori in stretta connessione con le altre. Analisi dei dati, scouting, trattative di mercato e sostenibilità finanziaria dovranno procedere nella stessa direzione.

Mercato e scouting: chi guiderà l’area sportiva

Sul fronte operativo, il punto di riferimento per le operazioni di mercato sarà Hendrik Almstadt. Il dirigente continuerà a coordinare le attività legate agli acquisti e alle cessioni, gestendo le strategie di player trading.

Al suo fianco avrà un ruolo sempre più centrale Bobby Gardiner, promosso alla guida della Football Intelligence. Sarà lui a raccogliere informazioni sui profili più adatti alle esigenze dell’allenatore, monitorando sia giovani talenti sia calciatori già affermati.

Gardiner fungerà inoltre da collegamento diretto con Amorim per tutte le valutazioni tecniche. Sotto la sua supervisione rientreranno anche le attività di scouting e l’analisi statistica delle prestazioni.

Una rete di osservatori distribuita nel mondo

L’area scouting continuerà a fare affidamento sull’esperienza di Donato Lomonte, uno dei dirigenti più longevi del club rossonero.

La struttura sarà supportata da una rete internazionale di osservatori con competenze specifiche sui principali mercati calcistici. Particolare attenzione sarà rivolta a Italia, Inghilterra, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Sud America, territori ritenuti strategici per individuare nuove opportunità.

Nei prossimi mesi dovrebbe inoltre essere inserita una nuova figura specializzata nell’analisi video e nel supporto alle attività di reclutamento. Il suo compito sarà integrare i dati raccolti dagli scout con valutazioni tecniche approfondite.

La strategia sui big della rosa

Una volta completata la struttura organizzativa, il mercato potrà entrare nella fase decisiva.

La proprietà ritiene che l’attuale organico rappresenti già una base competitiva per tornare a lottare per la qualificazione in Champions League. Per questo motivo la priorità sarà trattenere gran parte dei giocatori più rappresentativi della rosa.

Mike Maignan, Adrien Rabiot e Luka Modric sono considerati elementi fondamentali del progetto tecnico. L’intenzione del club è quella di respingere eventuali assalti provenienti dall’estero o dalla Serie A, salvo offerte ritenute irrinunciabili.

Diversa la situazione di Rafael Leao, il cui futuro resta legato alle valutazioni personali del giocatore e alle opportunità che potrebbero presentarsi sul mercato.

Per quanto riguarda Modric, il centrocampista croato dispone di un’opzione per prolungare il contratto di un’altra stagione. La decisione definitiva dovrebbe arrivare al termine degli impegni internazionali.

La nuova governance rossonera

Parallelamente all’area sportiva prende forma anche il nuovo assetto manageriale.

Massimo Calvelli è destinato ad assumere il ruolo di amministratore delegato, raccogliendo l’eredità di Giorgio Furlani. Accanto a lui opereranno diversi manager di RedBird coinvolti nelle attività strategiche e finanziarie del club.

Tra questi figura David Castelblanco, collaboratore storico di Cardinale, che avrà un ruolo di supporto nelle valutazioni economiche e negli investimenti legati al progetto Milan.

Resta inoltre centrale la figura di Zlatan Ibrahimovic, consulente della proprietà e punto di riferimento per molte delle scelte sportive. Paolo Scaroni continuerà invece a ricoprire la carica di presidente.

Milan Futuro e valorizzazione dei talenti

Uno dei pilastri del progetto riguarda lo sviluppo dei giovani.

Jovan Kirovski continuerà a coordinare il percorso di crescita dei talenti destinati al Milan Futuro e alle altre formazioni del settore giovanile. L’obiettivo è facilitare il passaggio dei migliori prospetti verso il calcio professionistico e la prima squadra.

A guidare il vivaio resterà Vincenzo Vergine, chiamato a proseguire il lavoro di formazione e valorizzazione dei giovani calciatori.

Il nuovo Milan prende così forma attraverso una struttura più definita e specializzata. Cardinale punta su un’organizzazione moderna, sulla valorizzazione delle competenze interne e su una gestione condivisa delle decisioni per riportare il club stabilmente ai massimi livelli del calcio europeo.

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