A quasi 27 anni, Rafael Leao si trova davanti al momento più delicato della sua esperienza al Milan. Arrivato in rossonero nel 2019 dopo l’esperienza al Lille e gli inizi allo Sporting Lisbona, l’attaccante portoghese sembrava destinato a diventare uno dei simboli del club. Oggi, invece, il suo rendimento discontinuo alimenta dubbi sempre più pesanti sul futuro.
Nel percorso milanese di Leao non sono mancati successi importanti. Lo scudetto conquistato nel 2022, con il premio di miglior giocatore della Serie A, e la semifinale di Champions League raggiunta nella stagione successiva avevano consacrato il talento lusitano tra i protagonisti del calcio europeo. Nel frattempo, fuori dal campo, Rafa è diventato anche padre di due gemelli, segnale di una maturità personale che però non sembra essersi trasformata in continuità sul terreno di gioco.
Il momento no
Negli ultimi mesi il rapporto con l’ambiente rossonero si è incrinato. Le prestazioni opache si sono moltiplicate e l’ultimo gol risale ormai a oltre due mesi fa. Contro il Verona si era acceso soltanto con l’assist per Rabiot, mentre nelle successive gare contro Juventus e Sassuolo sono arrivate nuove critiche. A San Siro i tifosi hanno contestato soprattutto l’atteggiamento, più che gli errori tecnici.
Anche Massimiliano Allegri, che finora lo aveva sempre protetto pubblicamente, starebbe valutando l’ipotesi di lasciarlo fuori. L’allenatore considera fondamentale il contributo collettivo nella fase decisiva della stagione e chiede maggiore intensità a tutti gli uomini offensivi.
“Giocherà chi mi garantirà impegno e spirito di sacrificio”, avrebbe ribadito Allegri durante il confronto con la squadra a Milanello.
Il problema principale non riguarda soltanto la scarsa incisività sotto porta. Nel mirino ci sono soprattutto l’atteggiamento e la partecipazione alla manovra. Leao continua a essere un giocatore capace di accendere la partita con una giocata, ma troppo spesso alterna lampi improvvisi a lunghi momenti di assenza dal match.
I numeri della sua esperienza milanese restano comunque importanti: 289 presenze, 80 reti e diversi assist decisivi. Tuttavia, il rendimento dell’ultima stagione non è stato all’altezza delle aspettative. Nemmeno i cambi tattici e il nuovo utilizzo da centravanti hanno prodotto la svolta sperata. Dopo un avvio incoraggiante, il portoghese ha progressivamente perso brillantezza anche quando è tornato a occupare la fascia sinistra, la sua posizione naturale.
Il malcontento della tifoseria nasce proprio da questa sensazione di incompiutezza. San Siro accetta gli errori, ma non tollera un atteggiamento giudicato rinunciatario. I tanti passaggi all’indietro e le poche accelerazioni offensive hanno alimentato ulteriormente le contestazioni.
Le riflessioni sul futuro
Intanto il Milan riflette sul futuro. Nonostante un contratto valido fino al 2028 e uno stipendio da circa sette milioni di euro a stagione, la società sarebbe pronta ad ascoltare eventuali offerte nella prossima finestra di mercato. Negli ultimi anni diversi club inglesi avevano mostrato interesse, tra cui il Chelsea, che dopo la semifinale di Champions del 2023 avrebbe presentato una proposta vicina ai 100 milioni di euro.
Oggi, però, la valutazione è molto diversa. La clausola rescissoria da 170 milioni appare fuori mercato e il valore del cartellino potrebbe aggirarsi tra i 50 e i 60 milioni. Anche con la nazionale portoghese Leao non è riuscito a imporsi stabilmente: soltanto 23 presenze da titolare su 47 gare complessive e appena cinque reti realizzate.
Il prossimo Mondiale negli Stati Uniti rappresenterà probabilmente una delle ultime occasioni per rilanciare definitivamente la propria immagine internazionale. Il Milan aspetta risposte immediate, ma il tempo a disposizione sembra ormai agli sgoccioli.






