All’Olimpico Lazio‑Sassuolo con i padroni di casa che si giocano una fetta importante della rincorsa europea, ma dovrà fare i conti con il talento di Berardi e le ripartenze del Sassuolo.
Come ci arriva la Lazio
Provedel parte da una media solida e resta una garanzia: può vivere una serata di alti e bassi, con pochi interventi ma potenzialmente decisivi. Marusic e Pellegrini dovranno stare molto attenti soprattutto alle transizioni: il primo offre corsa e aggressività ma tende talvolta a commettere falli ingenui, il secondo ha una media non brillante e rischia di soffrire l’uno contro uno. Gila rientra e può dare stabilità a una linea che con Romagnoli ha fisicità e senso della posizione, ma entrambi non amano essere attaccati in campo aperto.
In mezzo Cataldi, forte di una buona media, è il regista chiamato a tenere il pallone e a evitare palle perse centrali contro il pressing neroverde. Al suo fianco Belahyane porta dinamismo ma numeri meno convincenti: può fare bene se si limita alle cose semplici, ma se forza la giocata rischia di mettere in difficoltà il reparto. Taylor, che viaggia su una media positiva, è il centrocampista che può spostare gli equilibri con inserimenti, cambio di passo e conclusioni dalla distanza. Dalla panchina Dele Bashiru rappresenta un’alternativa fisica e verticale: utile se la gara si sporca, ma meno pulito nella gestione del pallone.
Nel reparto offensivo si giocano gran parte delle fortune biancocelesti. Zaccagni, sostenuto da una media oltre la sufficienza, è il giocatore che più può accendersi tra le linee, creare superiorità e procurare falli pericolosi. Cancellieri porta velocità e profondità ma resta discontinuo, e la sua media lo conferma: può risultare decisivo con un guizzo, oppure sbagliare troppe scelte negli ultimi metri. Ratkov, con numeri piuttosto bassi, dovrà lavorare molto per la squadra e farsi trovare pronto sulle poche palle pulite in area: se spreca le prime occasioni, rischia una partita in salita.
Dalla panchina le alternative non mancano. Isaksen, con una media positiva, è forse la carta più importante a gara in corso: attacca lo spazio, salta l’uomo, può spaccare la partita negli ultimi trenta minuti. Pedro, che rientra e mantiene una media alta, resta giocatore di carisma e tecnica: può portare lucidità e una giocata risolutiva, ma l’impatto fisico non è più quello dei tempi migliori. Noslin e Dia aggiungono soluzioni diverse davanti: il primo garantisce mobilità e lavoro sporco, il secondo ha una media non esaltante e rischia di incidere in negativo se entra con poca intensità.
Come ci arriva il Sassuolo
Il Sassuolo arriva a Roma con Muric tra i pali, portiere dalla media discreta ma penalizzato da una fase difensiva spesso fragile. Può compiere grandi parate, ma il rischio di gol subiti resta elevato. Davanti a lui Walukiewicz, Idzes e Muharemovic formano una linea non impeccabile ma in crescita: Walukiewicz ha numeri modesti e può andare in difficoltà se preso in velocità, Idzes è più ordinato, Muharemovic porta fisicità ma non sempre tempi perfetti. Garcia, con una delle medie migliori del reparto, rappresenta un punto di forza quando è in giornata, sia in marcatura che in spinta.
In mezzo Matic e Kone garantiscono struttura e filtro davanti alla difesa. Matic, con media positiva, offre esperienza, letture e pulizia nelle giocate corte: può soffrire però se la Lazio alza il ritmo. Kone porta corsa e aggressività, ma se esagera nei contrasti può lasciare metri alle spalle, aspetto pericoloso contro giocatori come Zaccagni o Isaksen. Thorstvedt, sostenuto da una media interessante, è il centrocampista che può alzare il livello offensivo con inserimenti e presenza in area, soprattutto sulle seconde palle. Dalla panchina Iannoni e Volpato sono due profili da tenere d’occhio: il primo per freschezza e intensità, il secondo per qualità tra le linee e possibile impatto creativo.
Davanti il peso dell’attacco neroverde ricade soprattutto su Berardi. La sua media molto alta parla di un giocatore che, quando sta bene, trascina la squadra a livello tecnico ed emotivo. Può far male su punizione, rigore, tiro da fuori e assist: se la Lazio gli concede troppo spazio tra le linee o sul piede sinistro, può diventare devastante. Lauriente, con una media buona, resta un’arma importante in campo aperto: se attacca Marusic in uno contro uno con continuità, può guadagnare falli e spazi interessanti. Nzola, invece, porta fisicità ma ha numeri meno convincenti: se non entra subito in partita rischia di sbagliare appoggi semplici e trasformarsi in un punto debole del reparto offensivo.
Dalla panchina Fadera, Doig e Volpato possono cambiare volto al match. Doig, favorito in ballottaggio con Garcia in alcune letture, ha una media interessante e tanta gamba: può sfruttare gli spazi se la Lazio si sbilancia. Volpato, già citato, ha qualità palla al piede e un’ottima media, ideale per colpire una difesa stanca. Fadera porta imprevedibilità, ma la sua situazione disciplinare e la tendenza a forzare la giocata lo rendono un possibile fattore in positivo o in negativo. Moro, invece, resta un jolly offensivo con numeri medi, più adatto alle situazioni disperate che a un piano gara strutturato.
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Chi può incidere sul match
Guardando ai duelli dirimpettai, Zaccagni sembra avere buone chance di prevalere su Garcia o Doig grazie a tecnica e capacità di ricevere tra le linee, potendo incidere positivamente sia con assist che con conclusioni. In mezzo, Cataldi può vincere il confronto con Matic sul piano della velocità di palleggio, ma se si farà schiacciare rischia di sparire dal gioco e pesare in negativo. Sulle fasce, Marusic contro Lauriente è un duello delicato: se il biancoceleste manterrà concentrazione potrà limitarlo, altrimenti il francese rischia di diventare uno dei migliori in campo. Davanti, Ratkov parte sfavorito rispetto a un Berardi che, nel confronto con Romagnoli, ha tutte le carte per incidere di più, soprattutto sfruttando il piede raffinato e l’esperienza. Infine, Isaksen dalla panchina potrebbe vincere il duello con un Walukiewicz già stanco, risultando decisivo in positivo per la Lazio, mentre Nzola, se non troverà subito le misure su Gila, rischia di trasformarsi in uno dei giocatori più deludenti della serata.






