L’episodio che ha segnato il derby d’Italia tra Inter e Juventus non è stato solo una svolta sportiva, ma anche l’innesco di una crisi arbitrale di grande portata. Al centro delle critiche c’è stata l’espulsione di Pierre Kalulu, sanzionato con un secondo cartellino giallo al 42′ del primo tempo nonostante il contatto con Alessandro Bastoni apparisse minimo o inesistente secondo molte analisi tecniche.
Il designatore della CAN A-B, Gianluca Rocchi, ha parlato dell’episodio definendo l’intervento dell’arbitro Federico La Penna “chiaramente errato”. «Siamo molto dispiaciuti per quanto successo e per non aver potuto correggere con il VAR la decisione presa in campo», ha detto Rocchi ai microfoni dell’ANSA. Ha aggiunto poi che, oltre alla decisione arbitrale, «c’è stata una simulazione evidente di un giocatore in campo», sostenendo che questi episodi siano sempre più frequenti nel calcio italiano.
Secondo i regolamenti attuali, infatti, la tecnologia VAR non può intervenire su una seconda ammonizione che porta all’espulsione, un limite che ha riacceso il dibattito tra gli addetti ai lavori. Alcuni esperti di moviola hanno definito l’episodio come «un grave errore» perché non c’è stato contatto netto tra i giocatori, e la decisione ha condizionato l’intero match.
Nel post partita i dirigenti della Juventus non hanno risparmiato critiche al sistema arbitrale: il responsabile dell’area tecnica Damien Comolli e l’ex capitano Giorgio Chiellini hanno parlato di una «serata imbarazzante» e di un’organizzazione arbitrale «non all’altezza», chiedendo riforme e maggiore coerenza nel VAR. «Non si può più parlare di calcio dopo episodi come questo», ha affermato Chiellini.
Anche da parte dell’Inter ci sono state dichiarazioni sull’episodio. L’allenatore nerazzurro Cristian Chivu, pur difendendo la prestazione dei suoi, ha riconosciuto che il tocco tra Kalulu e Bastoni è stato «leggero» e che «giocatori già ammoniti devono evitare certe situazioni».
La questione ora guarda al futuro: l’arbitro La Penna è atteso da possibili provvedimenti disciplinari, mentre gruppi di arbitri e tecnici sono tornati a chiedere una revisione delle regole sul VAR per casi analoghi.






