San Siro si prepara a ospitare Inter-Udinese una delle sfide più sbilanciate sulla carta della giornata, ma il calcio raramente si piega ai pronostici. L’Inter capolista affronta un’Udinese che cerca ancora un’identità, in una partita che potrebbe raccontare molto delle ambizioni dell’una e della resilienza dell’altra.
Analisi dell’Inter
I nerazzurri avranno a disposizione una certezza in più: Calhanoglu è nuovamente a disposizione. Il suo rientro cambia l’equilibrio del centrocampo, riportando al suo posto naturale uno degli uomini chiave per Chivu. Al suo fianco, Barella e Sucic completeranno il terzetto, con il giovane croato che continua ad accumulare minuti e responsabilità. L’intelligenza tattica di Calhanoglu e l’energia di Barella danno all’Inter una mediana che, se ispirata, può travolgere chiunque. Resta da capire se Sucic sarà in grado di reggere l’intensità di una gara così strutturata, visto che l’Udinese – pur con i suoi limiti – non rinuncia mai all’impatto fisico.
In difesa, conferma per il trio Pavard, Acerbi e Bastoni A., ormai rodato e compatto. L’assenza di fragilità strutturali è una delle forze dell’Inter di quest’anno, anche se resta da valutare quanto Pavard riuscirà a tenere a bada le incursioni di Bravo e Davis, unici due uomini offensivi friulani titolari, ma capaci di scatti improvvisi e di dialoghi veloci. Sulle corsie laterali, Dumfries e Dimarco avranno spazio per affondare: il primo con la solita potenza, il secondo con i cross tagliati che spesso si trasformano in assist chirurgici. Dovranno però essere anche bravi a rientrare, perché Zemura – se confermato – può essere un cliente scomodo.
Davanti, la coppia Martinez L. – Thuram è ormai una macchina ben oliata. Lautaro è sempre più leader e terminale offensivo, mentre Thuram, con i suoi movimenti intelligenti, si sta rivelando indispensabile anche nella costruzione. Se l’Udinese vuole uscire indenne da Milano, dovrà inventarsi qualcosa di più che semplice contenimento.
La panchina dell’Inter, poi, è un’arma in più. Di Gennaro e Martinez J. coprono il ruolo di portiere, mentre Bisseck, Darmian, De Vrij e Carlos Augusto offrono alternative affidabili in difesa. A centrocampo ci sono nomi che potrebbero tranquillamente partire titolari in molte squadre di Serie A: Palacios, Luiz Henrique, Zielinski, Diouf, Mkhitaryan, Frattesi. Occhio proprio a quest’ultimo, che ha spesso il fiuto della giocata decisiva a partita in corso. In attacco, Taremi può dare respiro ai titolari, mentre Bonny ed Esposito Pio rappresentano soluzioni fresche e imprevedibili.
Analisi dell’Udinese
L’Udinese, dal canto suo, arriva a Milano senza troppe illusioni, ma con la determinazione di chi ha poco da perdere. In porta ci sarà Sava, mentre la linea difensiva sarà formata da Bertola, Kristensen T., Solet ed Ehizibue, anche se Bertola è in ballottaggio con Goglichidze. È un reparto che ha mostrato qualche fragilità, e che avrà il durissimo compito di arginare una delle coppie d’attacco più in forma del campionato. A centrocampo, il tecnico Runjaic affiderà le chiavi ad Atta, Karlstrom e Lovric, con Zemura largo, anche se Kamara insidia la sua maglia da titolare. Qui l’Udinese dovrà cercare di non farsi schiacciare, provando a rompere il ritmo nerazzurro soprattutto grazie alla corsa di Karlstrom e alla visione di Lovric.
In avanti, Bravo e Davis sono le punte scelte. Entrambi hanno caratteristiche diverse ma complementari: Bravo è più tecnico, Davis più potente. Contro una difesa come quella dell’Inter, però, rischiano di essere isolati e poco serviti. Sarà fondamentale l’apporto del centrocampo nel supporto alla fase offensiva.
Dalla panchina, l’Udinese ha un mix di gioventù e fisicità. Nunziante e Palma (anche se quest’ultimo è in dubbio) offrono opzioni difensive assieme a Kabasele, Goglichidze e Rui Modesto. A centrocampo ci sono Piotrowski, Ekkelenkamp, Miller, Zarraga e Pejicic, pronti a entrare nel vivo se il match dovesse aprirsi. In attacco, Buksa e Bayo sono le armi da gettare nella mischia in caso di necessità, anche se per impensierire Sommer servirà più di qualche guizzo.
Occhio alle insidie per entrambe
Inter-Udinese, dunque, sarà una sfida apparentemente scontata, ma che nasconde insidie per entrambe. L’Inter deve mantenere alta la concentrazione per non abbassare la guardia proprio ora che il calendario sembra sorriderle. L’Udinese, invece, è chiamata alla prova di coraggio. Perché anche nella partita più difficile, un lampo può cambiare tutto.