Sabato 30 agosto alle 18:30 il Bologna aprirà le porte del Dall’Ara al neopromosso Como in una partita tutt’altro che scontata. I rossoblù partono favoriti, ma tra infortuni pesanti, scelte obbligate e alcuni ritorni, il quadro tattico si preannuncia più complicato del previsto. Il Como, dal canto suo, arriva con entusiasmo, buone alternative e una sorpresa in attacco che potrebbe spostare gli equilibri.
Partiamo proprio dai padroni di casa. In porta ci sarà Skorupski, confermatissimo. La difesa sarà guidata da De Silvestri, Vitik, Lucumi e Miranda. Il ritorno di Miranda, al rientro dopo problemi fisici, potrebbe rivelarsi determinante in termini di spinta offensiva, ma resta da capire se reggerà l’urto sui 90 minuti. Il centrocampo vedrà la coppia Pobega–Freuler a dare sostanza e geometrie, anche se entrambi dovranno essere attenti a non farsi sorprendere dalle transizioni avversarie, dove il Como sa far male.
Il terzetto alle spalle di Castro sarà formato da Orsolini, Odgaard e Cambiaghi. Su Orsolini i riflettori sono accesi: con Bernardeschi e Karlsson inizialmente in panchina, sarà lui a dover creare superiorità sulla fascia. Ma attenzione: se non entra subito in partita, può diventare prevedibile. Davanti, l’assenza di Immobile, fuori fino a novembre per una lesione al retto femorale destro, apre la strada a Castro. L’argentino ha nelle gambe la fantasia e la tecnica, ma gli mancano ancora i gol pesanti: questa potrebbe essere la sua occasione per sbloccarsi.
In panchina per il Bologna ci saranno Ravaglia, Pessina M., Zortea, Posch, Corazza, Heggem, Lykogiannis, Moro, Fabbian, Ferguson, Bernardeschi, Dominguez B., Karlsson, Rowe e Dallinga. Un mix interessante di esperienza e gioventù: da tenere d’occhio l’ingresso di Ferguson, che può incidere con gli inserimenti, così come quello di Dallinga, che offre caratteristiche diverse rispetto a Castro.
Ultime sul Coma
Per il Como, invece, la formazione titolare sarà composta da Butez tra i pali, con Van der Brempt, Ramon, Kempf e Valle a formare la linea difensiva. Da Cunha, Perrone e Vojvoda agiranno in mezzo, mentre Paz e Rodriguez J. si occuperanno di sostenere l’unica punta, Douvikas.
L’assenza di Diao – ancora out per qualche settimana – pesa, ma non troppo: Douvikas è in ottima forma, e lo si è visto nelle ultime uscite. È lui il nome da cerchiare in rosso: ha gamba, tecnica e vede la porta. Non è un caso se Morata, ancora in fase di rodaggio, partirà dalla panchina. Rodriguez J., invece, dovrà dimostrare maggiore incisività rispetto alle ultime prestazioni, dove è sembrato fuori dal gioco.
Siederanno in panchina per i lombardi Vigorito, Menke, Smolcic, Fellipe Jack, Goldaniga, Moreno A., Caqueret, Sergi Roberto, Addai, Kuhn, Baturina, Cutrone, Gabrielloni e, appunto, Morata. Un nome come quello di Sergi Roberto in Serie A fa sempre rumore: se dovesse entrare, attenzione alla sua capacità di gestire i ritmi. Da monitorare anche Caqueret, centrocampista d’ordine che potrebbe diventare prezioso nel finale.
Lato indisponibili, il Como dovrà fare a meno anche di Dossena (lesione al crociato, rientro previsto a ottobre), mentre il Bologna non avrà Casale (problema muscolare, rientro a ottobre) né Holm, atteso per la terza giornata.
Chi può sorprendere, chi rischia la bocciatura
Se da una parte Castro ha tutto per sbloccarsi e diventare protagonista, dall’altra c’è curiosità per capire se Odgaard saprà finalmente incidere come ci si aspetta da lui. Attenzione anche a Vitik, centrale di grande prospettiva che, però, non può permettersi leggerezze contro un attaccante in forma come Douvikas.
Nel Como, Ramon potrebbe soffrire la spinta di Cambiaghi, mentre Paz e Rodriguez J. dovranno essere rapidi e lucidi nel servire il terminale offensivo, evitando inutili complicazioni.
Infine, occhio ai cambi. In partite del genere, spesso decise da un episodio, un nome dalla panchina può cambiare tutto: Dallinga da una parte, Morata dall’altra, rappresentano due jolly preziosi. Chi saprà giocarselo meglio, potrebbe portare a casa i tre punti.