Atalanta-Verona si affrontano in un match che potrebbe risentire del turnover post-Champions League, con Palladino chiamato a bilanciare riposo e competitività.
Come ci arriva l’Atalanta
I nerazzurri partono da Carnesecchi, portiere da media 6.40, sempre più sicuro e protagonista anche nella costruzione bassa. Davanti a lui Scalvini e Hien offrono fisicità e lettura del gioco, mentre Kolasinac completa la linea con grinta ma qualche limite in velocità.
Sulla fascia destra Zappacosta spinge con convinzione e una media sopra il 6 che ne fa un’opzione interessante per bonus e partecipazione. Bernasconi e Zalewski completano il pacchetto laterale, con il polacco che porta dribbling e imprevedibilità, ideale per un contesto di turn-over dove serve freschezza. In mezzo, De Roon resta il faro per equilibrio e leadership, mentre Pasalic offre qualità nel palleggio ma non sempre continuità nei bonus. Samardzic è in una fase di adattamento: la media sotto il sei invita alla prudenza, e Sulemana K. potrebbe rubargli minuti con maggiore esplosività. Davanti, Scamacca è il riferimento principale, con media 6.16 che testimonia gol pesanti e presenza fisica costante. Raspadori rientra e può essere una freccia in contropiede, mentre Krstovic insidia proprio Scamacca per freschezza, portando un profilo più mobile.
Dalla panchina, Sportiello è un secondo portiere affidabile, Kossounou e Djimsiti allungano le rotazioni difensive, mentre Musah, Ederson e De Ketelaere aggiungono dinamismo e qualità a gara in corso. Raspadori e Sulemana K. sono armi perfette per il secondo tempo, capaci di sfruttare spazi lasciati da un Verona che tende a schiacciarsi.
Come ci arriva il Verona
Il Verona risponde con Montipo in porta, da 6.13 di media, spesso decisivo ma esposto dalle fragilità del reparto arretrato. Davanti a lui Valentini, Nelsson e Edmundsson alternano prove discrete a errori pesanti, con Belghali che può dare spinta a destra ma con una media non esaltante. Frese e Gagliardini cercano equilibrio sulle corsie, ma il pacchetto mediano scaligero fatica contro squadre che dominano il possesso.
Harroui e Akpa Akpro portano fisicità ma pochi bonus, mentre Orban è il vero leader offensivo: media sopra il 6 e capacità di finalizzazione che lo rendono sempre pericoloso in area. Bowie completa la coppia d’attacco con meno continuità, e proprio per questo profili come Sarr, Mosquera e Isaac dalla panchina possono dare una svolta nel finale.
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Chi può fare bene e chi è a rischio
In chiave consigli, l’Atalanta offre ottime opportunità nonostante il turnover: Carnesecchi è schierabile senza dubbi, forte di parate e affidabilità. In difesa Scalvini è un top assoluto, mentre Zappacosta merita fiducia per spinta e cross. A centrocampo De Roon e Zalewski sono scelte solide da voto, ma per bonus veri puntate su Scamacca e Raspadori, entrambi con grande potenziale anche a partita in corso. Samardzic resta una scommessa rischiosa, meglio lasciarlo in panchina se avete alternative.
Nel Verona, Montipo può portare un buon voto grazie alle molte conclusioni subite, ma il malus è sempre dietro l’angolo. Edmundsson e Belghali sono opzioni di contenimento, mentre Orban è l’unico attaccante da schierare con convinzione, per gol e partecipazione attiva. Il pacchetto mediano scaligero è da evitare, salvo leghe molto profonde.
Duelli dirimpettai e consigli finali
Nei duelli dirimpettai, Scamacca ha le carte in regola per dominare Valentini e Nelsson in fisicità, con la capacità di incidere pesantemente sul match in positivo per l’Atalanta. Zappacosta può prevalere su Harroui lungo la fascia, sfruttando spazi e cross per creare superiorità numerica. Zalewski rischia contro Belghali, che con la sua corsa potrebbe metterlo in difficoltà e abbassarne il rendimento. Orban può rendere la vita dura a Hien, vincendo duelli aerei e di posizione per dare al Verona una chance concreta di sorprendere.






