Massimiliano Allegri si è presentato davanti alla stampa alla vigilia della delicata sfida tra Verona e Milan, in programma allo Stadio Bentegodi, sottolineando come questa partita rappresenti un’occasione cruciale per ritrovare la vittoria e consolidare la posizione in classifica. Il tecnico ha evidenziato le recenti difficoltà della sua squadra, reduce da risultati negativi e da un periodo senza reti, ma ha ribadito la necessità di ritrovare compattezza e tranquillità in vista delle ultime sei partite della stagione.
Durante l’incontro con i giornalisti, Allegri ha manifestato il suo apprezzamento per le parole di stima espresse da Gabbia, ricordando però quanto sia fondamentale l’apporto del gruppo per raggiungere gli obiettivi, e ha elogiato la società per la vicinanza mostrata alla squadra in momenti delicati. Il mister ha insistito sull’importanza di affrontare ogni sfida con serenità, facendo leva sui valori che fin qui hanno permesso al Milan di essere competitivo.
Sull’argomento Leao e i recenti fischi ricevuti, Allegri ha evidenziato la crescita del calciatore grazie alle difficoltà incontrate, mostrando fiducia nei suoi attaccanti in vista del finale di stagione. Sul suo futuro a Milano, il tecnico ha mantenuto il massimo riserbo, preferendo concentrare tutte le energie sull’obiettivo Champions piuttosto che su questioni extra-campo, e ha sottolineato più volte la centralità del club rispetto ai singoli protagonisti.
Riflettendo sulla stagione e sulle aspettative del club, Allegri ha parlato della necessità di costruire basi solide e aumentare la competitività, sottolineando l’importanza di imparare dagli errori per pianificare un futuro migliore. Infine, il mister ha invitato squadra e tifosi a mantenere alta l’ambizione ma a procedere un passo alla volta, fissando la qualificazione alla Champions come traguardo imprescindibile, senza perdere la voglia di migliorarsi costantemente.
Sul futuro: “Non lo so. So solamente una cosa: in questo momento tutte le energie vanno concentrate sull’obiettivo finale. Società, giocatori, allenatori, staff. Tutti lavoriamo per il club. Sopra a tutto ci sta sempre il club, il Milan. All’interno della storia sono passati dirigenti, presidenti, giocatori ma l’unica cosa che rimane è il club. Tutti dobbiamo lavorare per il club. Io sono sempre stato legato ai ragazzi: per me i miei giocatori sono i migliori di tutti. Vanno sostenuti e loro devono sostenere me, come hanno fatto. Credo che la società ha lavorato molto bene quest’estate, abbiamo una rosa di ottimi giocatori e con qualcuno straordinario: è una buona base, per rinforzare questa base dobbiamo arrivare in Champions. Gli step sono due: prima arrivare in Champions e poi programmare il futuro.
In queste settimane, parlano tutti. Gli unici che non parlano sono i miei amici che stanno a Livorno. Ma è normale. Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo. Nel calcio può succedere di tutto, anche nelle partite. Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l’obiettivo è chiaro. Ripeto, la mia storia di allenatore parla chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. Per me tanti cambiamenti non sono stati nel mio DNA. Mi piace lavorare in un club che è un’azienda, che va gestita come tale: va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno: bisogna programmare analizzare, vedere gli errori che sono stati fatti e continuare”.






