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Fabregas: prova di carattere del Como a San Siro

Fabregas esalta il Como dopo il pari col Milan e rinnova le scuse: «Ho imparato la lezione»

Cesc Fabregas, tecnico attualmente alla guida del Como, ha incontrato i giornalisti dopo la sfida al Milan, valida per il recupero della ventiquattresima giornata del campionato di Serie A. In conferenza, l’ex centrocampista spagnolo ha affrontato con grande sincerità alcuni episodi della gara, tra cui un contatto non gradito da Mister Allegri: «Mi scuso ancora, il gesto non andava fatto. Anche Chivu lo ha detto: bisogna sempre tenere le mani al proprio posto, soprattutto nel ruolo di allenatore. Capisco la reazione a caldo: dopo la gara le emozioni sono forti, ma ribadisco il mio rammarico anche a Modric e Maignan. Mi auguro non si ripeta più nel corso della mia carriera».

Parlando poi del risultato ottenuto a San Siro, Fabregas ha espresso soddisfazione per aver strappato il suo primo punto personale nello storico stadio, sottolineando la prestazione «più convincente rispetto ai rivali». Rammarico solo per l’episodio che ha coinvolto Saelemaekers, la cui espulsione – a suo dire – sarebbe stata netta e avrebbe potuto cambiare il finale di gara. Nota positiva, invece, la risposta dei suoi calciatori dopo la brutta prova contro la Fiorentina: «Questa partita l’abbiamo interpretata meglio, e giocare in un impianto simile dà sempre energie aggiuntive. Ora è tempo di concentrarsi sulla sfida con la Juventus».

Orgoglio e dedica alla squadra: «Non è facile giocare così contro il Milan, specie a Milano. Il livello è altissimo e serve massima concentrazione, pochi errori e tanta personalità: sono i valori che trasmetto al mio gruppo. Ho elogi per Nico Paz, che ha lavorato bene da falso nove, per Baturina e per Sergi Roberto, che sembra un nuovo innesto. Spero di recuperare Diao già dalla prossima settimana».

Sulla scelta della difesa a tre, Fabregas spiega che preferisce adeguarsi a seconda dell’avversario: «Non mi soffermo sui sistemi di gioco: dipende tutto dalle caratteristiche e dalle aree in cui i rivali possono creare più insidie. Oggi abbiamo deciso di aspettare e colpire sulle ripartenze, visto che il Milan tende a punire lasciando l’iniziativa. Abbiamo provato un approccio diverso e siamo riusciti a gestire il loro elemento più pericoloso».

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