Inter-Juventus si sfidano in un derby d’Italia che pesa come uno spareggio scudetto. La chiave sarà la qualità dei singoli nei duelli a tutto campo, più ancora degli aspetti tattici.
Inter, certezze diffuse e pochi veri punti deboli
L’Inter si presenta con Sommer tra i pali, portiere dalla media non esaltante ma spesso salvato dall’organizzazione difensiva. In una partita così, può limitarsi all’ordinaria amministrazione, ma servirà massima concentrazione sulle conclusioni improvvise di Yildiz e Boga.
Davanti a lui Bisseck, Akanji e Bastoni formano un terzetto imponente e tecnico. Bastoni è uno dei punti fermi, con una media sopra il 6.2 e una costanza che lo rende davvero affidabile. Akanji ha numeri simili ed è prezioso nelle uscite palla al piede, riducendo il rischio di errori banali. Bisseck sta reggendo bene il ruolo, con una media oltre il 6 che racconta un rendimento più che positivo. Tra i tre, è comunque Bastoni la scelta migliore in ottica voto.
Sulle corsie Dimarco è forse l’uomo che più può spaccare la partita. La sua media vicina al 6.7 parla chiaro: cross, calci piazzati, personalità nelle gare di vertice. Contro una Juventus che concede qualcosa sugli esterni, è da schierare senza dubbi. Luis Henrique, sull’altro lato, ha numeri meno brillanti, sotto il 6, e può soffrire se costretto a difendere costantemente: è un profilo più rischioso, da valutare con cautela.
In mezzo Sucic e Zielinski rappresentano l’Inter “di passaggio”, ma con alternative pesanti alle spalle. Zielinski ha una media molto positiva, superiore al 6.3, ed è spesso lucido nel rifinire. Se partisse titolare, sarebbe un nome forte. Sucic è invece più incostante e paga una media sotto il 6, che lo rende più scommessa che certezza.
I recuperi di Barella e Calhanoglu cambiano però il quadro. Barella viaggia su una media solida, ben sopra il 6, unendo corsa, leadership e capacità di emergere nei big match: è uno dei profili più consigliati. Calhanoglu, con media quasi identica a quella di Zielinski ma condito da rigori e calci piazzati, resta un potenziale decisivo anche entrando a gara in corso. Se gioca dall’inizio, è praticamente intoccabile. Mkhitaryan completa il quadro con la sua solita intelligenza: media buona, pochi crolli, sempre nel vivo del gioco.
Davanti, la coppia Martinez–Thuram è il vero incubo per qualsiasi difesa. Martinez ha una media altissima, sopra il 6.4, quasi speculare a quella di Thuram, che addirittura sfiora il 6.5. I due garantiscono movimenti complementari, pressione, gol e assist. Sono entrambi da schierare senza pensarci, anche in una partita potenzialmente bloccata.
In panchina, l’Inter può permettersi lusso e profondità: Di Gennaro e Martinez J. tra i pali, Darmian, Acerbi e De Vrij come alternative difensive sempre affidabili. A centrocampo, Frattesi porta una media attorno al 6 e la solita fame da inserimenti, mentre Diouf rappresenta l’opzione più acerba, da usare solo in leghe molto profonde. Carlos Augusto è una riserva di lusso sulla fascia, con media positiva e ottimi numeri quando entra. In attacco Bonny e Esposito Pio hanno medie molto alte, entrambe oltre il 6.3: se troveranno minuti, sono in grado di incidere, soprattutto a gara aperta.
Juventus, qualità individuale ma tanti equilibri da ritrovare
La Juventus risponde con Di Gregorio in porta, portiere dalla media intorno al 6.2 che sta garantendo affidabilità e sicurezza. È una scelta interessante, ma contro l’Inter il rischio malus è concreto. Perin resta una valida alternativa, con media pienamente sufficiente, ma non è destinato a partire dall’inizio.
In difesa, la probabile linea con Kalulu, Bremer, Kelly e uno tra Cambiaso e Cabal presenta punti molto diversi tra loro. Bremer è il vero riferimento: media oltre il 6.4, letture pulite, capacità di reggere i duelli con chiunque. È il difensore più consigliato dei bianconeri. Kalulu ha un rendimento regolare, mentre Kelly offre fisicità ma con qualche incertezza, come suggerisce una media appena sopra il 6. Cambiaso, con numeri sotto la sufficienza, rischia di soffrire tantissimo sui tagli di Thuram e sulle sovrapposizioni di Dimarco. Cabal non ha grandi numeri per rassicurare, ma può dare qualcosa in più in aggressività.
In mezzo al campo Locatelli resta la bussola. La sua media oltre il 6.1 mostra solidità, anche se raramente brilla per bonus. Va bene se cercate un voto sicuro, meno se volete picchi. Accanto a lui Thuram K. e Conceicao portano dinamismo: il primo ha una media sopra il 6.3, sintomo di impatto forte su entrambe le fasi. Conceicao è appena tornato titolare, con numeri superiori al 6 e la possibilità di sfruttare eventuali cali di Luis Henrique.
McKennie si muove tra mezzala e esterno aggiunto, con media buona e utilità costante per la squadra, ma non sempre premiata in chiave Fantapazz. Più intrigante Yildiz, che vanta una media intorno al 6.6, una delle più alte della Juventus: dribbling, coraggio, personalità nelle grandi notti. È uno dei pochi bianconeri su cui puntare forte.
In attacco David dovrà sostenere il peso offensivo in assenza di Vlahovic e con Milik ancora ai box. La sua media sotto il 6 non è rassicurante, segno di adattamento ancora incompleto. Può anche trovare l’episodio, ma resta un profilo da usare solo se mancano alternative. Openda, dalla panchina, porta energia e una media appena sotto il 6: è più arma da contropiede che da partita controllata.
Tra le riserve, Pinsoglio e Perin completano il reparto portieri, mentre Holm, Gatti, Cabal e Kostic offrono varianti difensive. Gatti ha una media discreta ma spesso paga qualche ingenuità. Kostic, quando utilizzato, può incidere con cross e traversoni, ma vive un momento di utilizzo a singhiozzo. In mezzo, Koopmeiners ha una media bassa in questa stagione, sotto il 5.7, e non è nella sua miglior versione: usarlo qui è un rischio importante. Boga, con un clamoroso 7 di media, è invece il jolly più pericoloso: entrando dalla panchina può spaccare la partita con una giocata. Zhegrova e Miretti hanno entrambi buone medie e possono dare qualità se chiamati in causa, con Miretti particolarmente brillante quando impiegato da mezzala offensiva.
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Chi può far bene e chi rischia di deludere
Sul fronte nerazzurro, i nomi consigliati sono molti. Dimarco è praticamente obbligato: media altissima, fattore su piazzati e cross, impatto costante sul gioco. Barella e Calhanoglu sono due pilastri: il primo per il voto sempre alto nei match da dentro o fuori, il secondo per la capacità di decidere anche con una singola palla inattiva.
In attacco, Martinez e Thuram sono entrambi da schierare senza esitazioni. I loro numeri, entrambi oltre il 6.4, certificano una stagione di altissimo livello. Bastoni e Akanji sono due ottimi nomi in difesa, grazie a medie molto sopra la sufficienza e pochissimi passaggi a vuoto. Da panchina, Frattesi e Carlos Augusto possono diventare protagonisti con inserimenti o corsie fresche nel finale.
I profili meno sicuri nell’Inter sono Luis Henrique e Sucic. Il primo rischia di andare in sofferenza sulle folate di Yildiz e sulle sovrapposizioni bianconere, con una media che già ora non convince. Il secondo non ha ancora trovato continuità e può pagare la pressione di una gara così pesante. Diouf è un nome da evitare, se non in leghe larghissime.
Nella Juventus, i giocatori più affidabili sono Bremer, Locatelli, Thuram K. e Yildiz. Bremer per la capacità di reggere Martinez e Thuram anche nei duelli fisici. Locatelli per il voto quasi sempre sufficiente e il peso tattico. Thuram K. perché unisce corsa, inserimenti e una media importante, spesso premiata dalle pagelle. Yildiz perché è l’uomo che può accendere una squadra altrimenti un po’ bloccata.
Da trattare con prudenza Di Gregorio, che può compensare con parate, ma resta esposto al rischio di più gol subiti. Cambiaso, Kelly e David sono tra i profili più pericolosi in negativo: medie sotto la sufficienza o appena sopra, condizionate da errori o poca incisività in zona offensiva. Koopmeiners, in questa fase, è più un nome che un rendimento: il suo voto può risentire molto di una gara in sofferenza.
Duelli dirimenti e impatto sul match
Il duello tra Dimarco e Kalulu sul lato sinistro nerazzurro può indirizzare una fetta importante della partita. Dimarco ha tutto per dominarlo: qualità superiore, fiducia altissima, compagni che lo cercano sempre. Se vincerà costantemente l’uno contro uno e metterà palloni puliti in area, l’Inter potrà schiacciare la Juventus.
Al centro, Martinez e Thuram se la vedranno soprattutto con Bremer e Kelly. Bremer può reggere il confronto con il capitano nerazzurro e limitare i danni, ma sul lungo la coppia dell’Inter parte favorita. Thuram in particolare ha le qualità per mettere in grande difficoltà Kelly, sia spalle alla porta sia in attacco alla profondità.
In mezzo al campo, il confronto tra Barella e Locatelli sarà decisivo. Barella può vincerlo per intensità e capacità di strappare, trasformando una semplice transizione in occasione. Locatelli potrà restare in partita se riuscirà a sporcare le linee di passaggio e a non farsi schiacciare. Ma sul piano del voto, Barella ha più chance di emergere positivamente.
Sulla trequarti, Mkhitaryan o Calhanoglu si troveranno spesso nella zona di Thuram K. e McKennie. Se i nerazzurri riusciranno a trovare l’uomo tra le linee, questi duelli possono pesare enormemente. Dall’altra parte, Yildiz avrà tanti faccia a faccia con Luis Henrique e Bisseck: il turco può vincerli con facilità se troverà spazio per puntare l’uomo, diventando il principale positivo per la Juventus.
In sintesi, chi ha più possibilità di vincere il proprio duello e incidere positivamente è Dimarco su Kalulu, Barella su Locatelli, Martinez e Thuram su Kelly, oltre a Bremer, che può limitare almeno parzialmente i danni. Tra i bianconeri, Yildiz è quello che può ribaltare il confronto con Luis Henrique e colpire. Al contrario, Cambiaso, Kelly, Sucic e David sono i giocatori che rischiano maggiormente di perdere il proprio duello diretto e condizionare negativamente il risultato, sia in campo sia nelle pagelle.






