Torino-Cremonese del sabato pomeriggio si presenta come un duello interessante tra una squadra di casa che cerca continuità e una formazione ospite in fiducia, trascinata dai suoi uomini offensivi.
Come ci arriva il Torino
Nel Torino i riflettori sono puntati su Israel, portiere che viaggia su una media di 6.08 e che sta garantendo una discreta affidabilità tra i pali, anche se qualche sbavatura nelle uscite resta nel bagaglio recente. Davanti a lui il blocco difensivo formato da Ismajli, Maripan e Coco è chiamato a una prova di solidità, con Maripan che, forte della sua media del 6, rappresenta il punto di riferimento centrale, mentre Coco con il suo 5.9 alterna buone letture a momenti di disattenzione che contro un attacco dinamico come quello grigiorosso potrebbero diventare pericolosi. Sulle corsie Pedersen, con 5.83, dovrà alzare l’asticella rispetto alle ultime uscite, mentre Lazaro, che viaggia a 5.63, porta spinta e strappi ma paga qualcosa in continuità, aspetto che il tecnico dovrà monitorare durante la gara.
In mezzo al campo la regia di Asllani, con media 5.61, resta un punto interrogativo: il giocatore garantisce ordine ma non sempre riesce a dare velocità alla manovra, elemento che contro il pressing della Cremonese può diventare decisivo. A supporto della trequarti Anjorin, che porta in dote un 5 di media, è un talento ancora da sgrezzare: può inventare la giocata ma rischia anche la giornata storta, mentre Vlasic, su 6.09, rimane il vero riferimento tecnico tra le linee, capace di legare i reparti e accendere la fase offensiva con inserimenti e conclusioni dalla distanza. Davanti, il tandem Adams-Zapata racconta due storie diverse: Adams, con un incoraggiante 6.17, è in crescita costante, lavora per la squadra e attacca la profondità, mentre Zapata, fermo a 5.5, sta attraversando un periodo complicato e dovrà ritrovare precisione sotto porta per non trasformare in frustrazione le occasioni create.
La panchina granata offre alternative di peso, pronte a incidere a gara in corso. Paleari, con 6.25, garantisce sicurezza se chiamato in causa tra i pali, mentre Dembele, forte del suo 4.5, appare più come un profilo da gestire con cautela, perché il rischio di una prestazione sotto ritmo è concreto. Tameze, che viaggia a 5.8, porta dinamismo e capacità di copertura ma è reduce da qualche acciacco e andrà valutato sul piano della tenuta; Masina, con 5.38, può dare centimetri in difesa ma non vive il suo momento migliore. A centrocampo Casadei 5.77, Ilic 5.75, Ilkhan 5.5 e Gineitis 5.46 offrono rotazioni utili, con Casadei che appare il più pronto per inserimenti e presenza fisica, mentre Biraghi 5.59 e Nkounkou 6.05 rappresentano armi importanti sulle fasce, con il secondo in particolare candidato a spaccare la partita grazie alla sua spinta e a una media già superiore alla sufficienza. In avanti Ngonge 5.9, Aboukhlal 5.7, Simeone 6.34 e Njie 5.25 completano un reparto ricco di soluzioni: Simeone, appena recuperato, con il suo 6.34 si propone come la carta offensiva più affidabile, mentre Ngonge può dare imprevedibilità ma non sempre mantiene lucidità nelle scelte finali.
Come ci arriva la Cremonese
La Cremonese si presenta con Audero tra i pali, portiere che sfiora il 6.35 di media e che sta vivendo un momento positivo, come confermato dalle recenti prestazioni che hanno dato solidità alla squadra. Davanti a lui la linea difensiva con Terracciano F. 5.96, Baschirotto 6.09, Bianchetti 5.93 e Barbieri 6.03 unisce intensità e attenzione sul gioco aereo, con Baschirotto che spicca per personalità, mentre Bianchetti a volte paga qualcosa in velocità nelle chiusure in campo aperto. Sulle corsie, Pezzella, con media 5.69, è atteso al rientro dall’influenza e dovrà subito garantire gamba e copertura, soprattutto in aiuto sui tagli degli attaccanti granata.
In mediana Payero 6.16 è il regista emotivo e tecnico di questa Cremonese: corre, contrasta e si inserisce, risultando spesso decisivo nel dare ritmo alla manovra. Al suo fianco Bondo 5.88 offre fisicità ma ogni tanto perde lucidità nelle scelte con il pallone, mentre Vandeputte, forte di un’ottima media 6.25, rappresenta l’uomo in più tra le linee, capace di creare superiorità con dribbling e cross tesi in area. In avanti il tandem Bonazzoli-Vardy è la vera minaccia: Bonazzoli, con 6.48, sta vivendo una stagione brillante, segna e partecipa al gioco, mentre Vardy, 6.23, abbina esperienza e grande fiuto negli spazi alle spalle della difesa, pronto a punire ogni disattenzione della retroguardia del Torino.
Anche la panchina della Cremonese offre varianti interessanti. Silvestri, portiere da 6.13, è un’alternativa affidabile ad Audero, mentre Nava è ancora una soluzione più di prospettiva. In difesa Folino 6.5 e Ceccherini 5.38 possono dare minuti preziosi: il primo sorprende per solidità e attenzione, il secondo deve ritrovare sicurezza dopo qualche gara sottotono. Sulla trequarti e in mediana Zerbin 6.06, Lordkipanidze 6, Grassi 5.78 e Valoti, ancora senza media definita, rappresentano risorse per cambiare volto alla gara: Zerbin sta crescendo e può sfruttare la sua gamba contro esterni stanchi, mentre Grassi offre equilibrio ma deve migliorare in continuità. Floriani 5.94 è un jolly difensivo, Sarmiento 6 e Vazquez 6.05 aggiungono qualità tecnica, mentre davanti Johnsen 5.75, Sanabria 5.69 e Moumbagna 6 completano un reparto che può tenere alto il ritmo anche nel finale, con Moumbagna particolarmente interessante per presenza fisica e voglia di attaccare l’area.
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I duelli che potrebbero essere decisivi
Sul piano dei possibili protagonisti, Baroni può puntare molto sulla qualità di Vlasic nel duello con Payero e Bondo: se il croato, forte di una media sopra il 6, riuscirà a trovare spazio tra le linee, potrà mettere in crisi la struttura difensiva grigiorossa e innescare con continuità Adams e Zapata. Dalla parte opposta, Vandeputte sembra il giocatore più indicato a vincere il proprio confronto con Pedersen e Lazaro, sfruttando la sua media 6.25 e la capacità di puntare l’uomo: una sua prestazione sopra le righe potrebbe indirizzare la partita a favore della Cremonese, mentre un Zapata ancora impreciso o un Pedersen in difficoltà nei duelli individuali rischiano di incidere negativamente sul match, trascinando il Torino in una gara più complicata del previsto.
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