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Inzaghi è preoccupato: il suo futuro è più che mai in bilico

Inzaghi è preoccupato: la sua Inter non riesce ad ingranare ed ha poche certezze. Ora è necessario svoltare nei prossimi 9 giorni.

Ora Inzaghi è preoccupato per davvero.

La sua Inter è in crisi di risultati e di concretezza ed ha perso quella solidità difensiva necessaria a chi punta a fare una stagione importante.

Inzaghi è preoccupato: aria di sfiducia

C’è davvero sfiducia nell’ambiente neroazzurro.

Anche i tifosi, encomiabili come attaccamento alla squadra, hanno le idee poco chiare per il futuro.

La società tace, non commenta il momento, difficile anche per Zhang che è alla ricerca di fondi per mantenere il futuro dell’Inter.

Di certo, però, la dirigenza è preoccupata dell’aspetto tecnico ed i prossimi 9 giorni saranno fondamentali: Barcellona, Sassuolo e Barcellona saranno dei passaggi fondamentali per la stagione neroazzurra. Tre sconfitte, scenario peggiore possibile, sarebbero difficilissime da digerire.

La difesa traballa

In questo primo scorcio di stagione dell’Inter di certo un punto debole è la difesa.

Handanovic, ad oggi, dà poche certezze (poteva fare di più sicuramente in occasione del gol di Dybala ndr) e non è chiara la posizione di Onana, che è titolare in Champions League ma non in campionato. L’ex Ajax scalpita ed una sua promozione a titolare fisso potrebbe essere ben visto dai tifosi che puntano spesso il dito contro capitan Handanovic.

Sicuramente, però, anche la difesa non è esente da colpe.

Skriniar è stato influenzato (e lo è ancora) dalle continue voci di mercato: continua ad avere appeso al collo il cartello “Vendesi” (visto anche il contratto in scadenza ndr) e non regala più quella tranquillità e quella solidità vista lo scorso anno.

Del rendimento dello slovacco ne risente tutta la squadra: Bastoni, ad esempio, è portato spesso fuori posizione e la catena di sinistra neroazzurra è spesso infilata (vedasi il gol di Dybala con Dimarco che non scala in difesa e con Bastoni che lascia l’argentino libero di calciare).

La solidità difensiva di De Vrij è, ormai, un lontano ricordo ed il solo Acerbi, seppur di buon impatto, non può fare miracoli. Forse dal mercato si poteva fare qualcosa di più ma, al momento, Inzaghi non ha trovato la solidità sperata.

Sull’out di destra Dumfries continua a dare il suo contributo, mentre a sinistra tutti sono rimasti spiazzati dal mancato rendimento di Gosens: l’ex Atalanta non ritrova lo smalto di un tempo ed anche mentalmente è un giocatore assente e non calato nella realtà neroazzurra.

Centrocampo (quasi) nullo

A centrocampo, spesso, si vede solo il buon Barella che, con personalità, prende in mano l’intero reparto ed agisce da collante tra centrocampo ed attacco.

Il centrocampista italiano, però, spesso è una goccia d’acqua nel deserto: spesso fine a se stesso e senza un compagno che gli propone l’appoggio o che premia il suo inserimento.

Brozovic, ad oggi, ne avrà ancora per un mese, mentre il duo Calhanoglu Mkhitaryan non dà garanzie di rendimento, con l’armeno che soffre nel giocare da mezzala.

Lautaro non pervenuto. Si spera in avanti

In avanti si registra una totale dipendenza da Romelu Lukaku.

Assente dalla 2° di campionato, il belga non è stato degnamente sostituito sia a livello di carisma sia a livello tecnico in campo.

Edin Dzeko ci prova, ma è spesso annullato dagli avversari ed il bottino di 2 reti è veramente magro.

Di Correa meglio non parlarne (spesso assente sia nel gioco che nella personalità ndr), è Lautaro Martinez a sentire di più la mancanza del belga.

Per l’argentino al momento sono 3 gol ed 1 assist, ma spesso manca di personalità ed è fuori dalla partita.

Inzaghi è preoccupato: dovrà rimediare a tutte queste problematiche a brevissimo, altrimenti la panchina è davvero traballante.

 

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